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Malvasia: origine, caratteristiche e abbinamenti
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Malvasia: origine, caratteristiche e abbinamenti

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

Malvasia: un vitigno che conosce molteplici varietà e che deve la sua fama alla città di Venezia che lo ha reso famoso in tutta Europa.

Quando si parla di Malvasia si fa riferimento a una delle famiglie di vitigni più numerose del panorama vitivinicolo italiano. Basti pensare che – solo nel nostro paese – sono quasi una ventina le varietà di Malvasia ufficialmente riconosciute. I vitigni più diffusi sono quelli a bacca bianca, ma della grande famiglia della Malvasia fanno parte anche i vitigni a bacca rossa e anche uno dalle particolari sfumature di rosa che lo rendono davvero unico. Il risultato che viene fuori dall’utilizzo delle uve Malvasia è sorprendente, con moltissimi vini diversi tra di loro per caratteristiche e di indubbia qualità. Ci riferiamo a vini rossi e bianchi secchi, dolci e frizzanti.

Insomma, quello della Malvasia è un mondo decisamente variegato, considerando poi che – a parte le già citate varietà ufficialmente riconosciute – se ne contano altre all’estero. In questo articolo ti forniremo qualche notizia in più sulla Malvasia, sulla sua storia, la zona di produzione, le caratteristiche del vino a cui dà vita e gli abbinamenti a tavola.

Malvasia: una storia molto antica

Le origini di questo vitigno sono antiche e sono legate a doppio filo all’importanza di Venezia come città commerciale. È proprio grazie alla città lagunare, infatti, che la Malvasia, a partire dal XV secolo, diventa il vino più importante d’Europa.

Il vino veniva importato direttamente dalla città greca di Monemvasia e piaceva talmente tanto per quel suo sapore particolare che alcune osterie veneziane cominciarono a vendere esclusivamente Malvasia. Quello tra i veneziani e la Malvasia è stato un amore forte e non a caso ancora oggi è facile ritrovare nella città lagunare calli e ponti che ricordano questo vitigno.

Non solo: con il termine “Malvasie” si indicano tutt’oggi i locali in cui si servono principalmente vini sfusi. Insomma il vitigno Malvasia, che poi si è diffuso in tutta Italia e oggi viene coltivato anche al Sud, ha vissuto una lunga storia d’amore con Venezia.

Il nome di questo vitigno deriva con tutta probabilità da un piccolo paese del Peloponneso, Moni Emvasis (“porto con una sola entrata”). Fu qui che i veneziani gustarono per la prima volta questo vino che descrissero come dolce aromatico medicamentoso. In effetti i tratti della Malvasia, seppur modificati nel corso dei secoli, sono tutt’oggi gli stessi (ne parleremo tra un po’).

Tra il 1300 e il 1600 il vino Malvasia è così famoso da essere considerato il vino più famoso di tutta Europa. Sempre per merito di Venezia e della potenza commerciale che la città della Laguna rappresenta.

Non è un caso, dunque, che il successo commerciale dei vini a base di uve Malvasia si concluda in parte con il declino della potenza economica di Venezia e la perdita del controllo del commercio del vino nel Mediterraneo nei confronti degli allora concorrenti inglesi. La Malvasia perde terreno e ne guadagnano invece altri vini che cominciano a prendersi spazio. Tra questi, i vini di Sauternes, di Porto, dell’Andalusia e il Vermouth.

Zona di produzione della Malvasia

Come detto, il vitigno Malvasia è coltivato in molte zone di Italia, da Nord a Sud. Ovviamente, a seconda delle zone di produzione, le uve sono caratterizzate in modo diverso. A oggi la Malvasia è prodotta in Piemonte, nel piacentino e nel parmense. Spostandosi più verso il Centro-Sud dell’Italia, quindi in Abruzzo (specie nella zona della Marsica), nel Salento, nel Lazio. E ancora, se ne riscontra presenza in Basilicata, in Sicilia e in Sardegna (famosa la Malvasia di Bosa, in provincia di Oristano).

Possiamo dire che tutti i vitigni Malvasia sono accomunati da residui zuccherini alti, note intense, sentori di frutta a polpa arancione, come l’albicocca.

A oggi la classificazione delle varietà di Malvasia è la seguente: Malvasia Bianca, Malvasia Bianca di Basilicata, Malvasia Bianca di Candia, Malvasia Bianca lunga, Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia aromatica, Malvasia di Casorzo, Malvasia di Lipari, Malvasia di Sardegna, Malvasia di Schierano, Malvasia Istriana, Malvasia nera lunga, Malvasia nera di Basilicata, Malvasia Nera di Brindisi, Malvasia Nera di Lecce e Malvasia Rosa. 

Produzione della Malvasia e caratteristiche

Come in parte abbiamo già accennato, questo vitigno è in grado di dare vita a prodotti molto diversi tra di loro per caratteristiche. Il processo di produzione infatti varia a seconda di quello che è l’obiettivo da raggiungere.

Una volta raccolte le uve, di qualsiasi tipo esse siano, queste sono pressate e solfitate. Si passa poi all’eliminazione delle fecce. Il passaggio successivo è la fermentazione del mosto a bassa temperatura. Si arriva poi alla fase della cosiddetta svinatura e della conservazione del vino, sempre rispettando la temperatura.

In alcuni casi il vino è fatto invecchiare e questa attesa porterà al prodotto finale ulteriori aromi e caratteristiche organolettiche specifiche. In qualsiasi caso, prima di essere imbottigliato, il vino viene travasato e nuovamente filtrato.

È qui che il processo di produzione del vino può subire delle modifiche. Se si preferisce una versione dolce di Malvasia, si dovrà allora procedere aggiungendo una percentuale di zucchero, altrimenti, procedendo senza l’aggiunta, quello che si otterrà sarà un vino secco. La gradazione alcolica di un vino Malvasia varia tra i 12 e i 14 gradi, a seconda della tipologia.

Abbinamenti tra Malvasia e cibo

Essendo la Malvasia così diversa, per caratteristiche, a seconda di dove e come viene prodotta, è complicato stilare un elenco di cibi che bene si abbinano in ogni caso con questo vino. In generale possiamo dire che la Malvasia, quando secca, si sposa molto bene con piatti leggeri, formaggi e prosciutti dolci. Ideale anche in abbinamento a pesce e carni bianche, da degustare anche davanti a un piatto di ravioli o tortelli di zucca per un abbinamento davvero sfizioso e con gratinati e sformati a base di qualsiasi tipo di formaggio (gustosissima in abbinamento al gorgonzola).

La Malvasia dolce, invece, è un’ottima scelta per accompagnare i dessert al cucchiaio, ma anche la frutta fresca e alcuni dolci semplici: dallo strudel alla torta di mele, dal pandoro alla colomba pasquale. Da provare anche con alcuni piatti tipici dell’estate, ad esempio prosciutto e melone. L’abbinamento, che sulla carta potrebbe sembrare forzato, in realtà non lo è affatto. Malvasia dolce anche con formaggio e pere, oppure con formaggio e miele: provala e non te ne pentirai. Insomma, i vini prodotti da uve Malvasia garantiscono grande versatilità, ecco perché sono così amati e apprezzati non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Creato il 30/03/2023. © Riproduzione riservata.