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Guida ai vini da vitigni classici
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Guida ai vini da vitigni classici

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

I vitigni – in Italia e nel mondo – sono tantissimi e alcuni sono più famosi di altri. Danno vita a vini di grandi qualità, dalle precise caratteristiche, e hanno spesso storie interessanti e curiose che vale la pena conoscere.

In questo articolo ci occuperemo allora di intraprendere un viaggio alla scoperta dei più famosi vitigni: dal Cabernet Sauvignon allo Chardonnay, dal Merlot al Pinot Nero. Un viaggio emozionante e ricco di interessanti aspetti. Per chi è amante non solo del vino, ma anche di tutto quello che c’è dietro alla produzione di una bottiglia.

Cabernet Sauvignon: un vitigno poliedrico

Si tratta di un vitigno che potremmo definire poliedrico perché numerose sono le sfumature che può regalare. La sua marcata struttura tannica è in grado di dare vita a vini dalla personalità anche molto complessa. Vini raffinati, eleganti, adatti a palati esigenti che cercano nel vino un tocco originale e non banale.

Le origini del Cabernet Sauvignon sono incerte: per lungo tempo è stato confuso con il Cabernet Franc ed il Carménère. Poi alla fine degli anni Novanta la celebre genetista Carole Meredith ne tipizzò il DNA confermandone l’identità.

Come facilmente intuibile dal nome, questo vitigno nasce dall’incrocio spontaneo, avvenuto probabilmente nel XVII secolo nella zona di Bordeaux, tra il Cabernet Franc (vitigno a bacca rossa) ed il Sauvignon Blanc (vitigno a bacca bianca). Un incrocio spontaneo di grande qualità che ha reso questo vitigno uno dei più conosciuti al mondo.

In Italia il Cabernet Sauvignon è stato importato agli inizi dell’Ottocento ma è solo nel primo dopoguerra che conosce la sua vera espansione. Da quel momento saranno numerosi i viticoltori che punteranno su questo vitigno per i loro appezzamenti di terra. Anche per sostituire i vitigni locali, “stroncati” dalla fillossera e dalle battaglie.

Ad oggi possiamo dire che il Cabernet Sauvignon è tra i vitigni a bacca rossa più coltivati al mondo insieme a Merlot ed al Cabernet Franc. I vini che ne derivano sono vini elegantemente profumati, dal colore rosso rubino intenso che spesso è caratterizzato da sfumature violacee. Al palato i vini prodotti da questo vitigno sono caldi e ampi e hanno una struttura caratterizzata da tannini che avvolgono la bocca con maestria.

Merlot: tra i vitigni più diffusi

Anche il Merlot rientra tra i vitigni a bacca rossa più diffusi. È caratterizzato da acini zuccherosi e profumati le cui caratteristiche si ritrovano poi anche nei vini prodotti da queste uve.

La prima volta questo vitigno fu rinvenuto in Francia, in Gironda, ma nel giro di pochissimo tempo si estende in tutto il mondo. Arriva in Friuli-Venezia Giulia a fine Ottocento, poi si allarga a Veneto e Trentino Alto Adige. Ad oggi il Merlot è coltivato in tutta la zona del Triveneto, con ottimi risultati. Anche la Toscana conta innumerevoli coltivazioni di uve Merlot così come la Campania e la Sicilia. Insomma questo vitigno non si trova solamente al Nord ma anche altre regioni d’Italia lo hanno adottato con enorme successo. 

Proprio a causa delle sue caratteristiche, il Merlot è spesso assemblato con altre varietà più esuberanti. Con il già citato Cabernet Sauvignon, ad esempio, per il famosissimo taglio Bordolese.

I vini prodotti da uve Merlot hanno un meraviglioso colore rosso rubino intenso che con l’invecchiamento tende al granato. Sono vini molto profumati, con un bouquet in cui si rinvengono note di frutti rossi e neri maturi: dal ribes al mirtillo, dalle more al lampone. Ma alle note di frutti rossi e neri si affiancano con il tempo quelle di cacao, pepe e cuoio. Profumi raffinati ed eleganti, tutti da apprezzare. In bocca i vini prodotti da uve Merlot sono equilibrati e armonici e vantano una buona struttura.

Chardonnay: tra i migliori vitigni a bacca bianca

Le origini dello Chardonnay sono da ritrovare in Francia, precisamente in Borgogna. Anche se c’è chi fa risalire le origini di questo vitigno a bacca bianca all’antica città di Gerusalemme. Secondo chi porta avanti questa teoria il nome Chardonnay deriverebbe dall’ebraico Shahar Adonay, ovvero “Porta di Dio”. Solo in un secondo momento il vitigno sarebbe stato importato in Francia dai crociati di ritorno dal Medio Oriente.

Qualsiasi siano le sue origini, resta il fatto che a oggi lo Chardonnay è in assoluto uno dei vitigni più conosciuti del mondo tra quelli a bacca bianca. Nasce da un incrocio tra il nobile Pinot Nero e lo Gouais Blanc, vitigno bianco di origini slave che per moltissimi anni è stato confuso con la famiglia dei Pinot e venduto in tutto il mondo con il nome di Pinot Giallo o di Pinot Chardonnay.

Soltanto nel 1978 è inserito ufficialmente nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite italiano. Nel 1984 nasce la prima DOC italiana a base Chardonnay (Alto Adige Chardonnay).

È questo un vitigno che si adatta molto bene a qualsiasi condizione climatica. Per questo motivo è coltivato in Italia in gran parte delle regioni italiane. La patria però è il Trentino: qui, nel 1902, Giulio Ferrari diede vita per la prima volta a uno spumante rifermentato in bottiglia a base Chardonnay che divenne poi famoso in tutto il mondo.

Di colore giallo paglierino con sfumature verdoline (nelle versioni più giovani) i vini a base di uve Chardonnay sono caratterizzati da note fruttate che ricordano il cedro, la pera e la mela, il mango e la banana. Nelle versioni invecchiate in barriques acquisiscono profumi di vaniglia, nocciole tostate, burro fuso e miele di acacia.

Pinot Nero: un must tra i vitigni internazionali

Il Pinot Nero è considerato uno dei più eleganti dei vitigni a bacca rossa. Appartiene al gruppo di quelli “internazionali” di origine francese coltivato però in tutto il mondo. Risente moltissimo del terroir in cui viene coltivato e questa sensibilità si ritrova nei vari vini che vengono prodotti. Ma è anche un vitigno che non si adatta bene a tutte le condizioni climatiche. Necessita di zone fresche, con temperature non troppo calde. In Italia è coltivato principalmente in Lombardia e Trentino Alto Adige, due regioni in cui si possono ritrovare le caratteristiche appena elencate. 

Il nome di questo vitigno è curioso: il termine “Pinot Noir” significa “piccola pigna nera” e il riferimento è alle piccole dimensioni e al colore dei grappoli, nonché alla forma decisamente allungata che ricorda le squame della pigna.

Tra le caratteristiche di questo vitigno vale la pena sottolineare anche la maturazione precoce che anticipa la vendemmia rispetto alle tempistiche medie. I vini che nascono da queste uve possono essere rossi, rosati o bianchi. Il Pinot Nero è infatti un vitigno che si presta per la vinificazione in rosso, per per la vinificazione in bianco e anche per quella in rosato. Tutti i vini prodotti con uve Pinot Nero vantano però delle caratteristiche in comune: sono vini molto aromatici, con spiccate note di frutta, e piacevolmente eleganti.  

Creato il 11/10/2023. © Riproduzione riservata.
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