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L’Astemia Pentita
Cantina

L’Astemia Pentita

Sandra Vezza
Sandra Vezza
Produttore

Un sogno realizzato

Astemia Pentita sorge a Barolo, dove il crinale dei Cannubi inizia a salire verso il centro del paese.

È la cantina dall’animo ribelle e l’estetica visionaria. Porta nelle Langhe una visione differente e un linguaggio dirompente, in cui dialogano la tradizione vitivinicola secolare delle Langhe e un concetto di arte moderno e cangiante, che fa dell’ospitalità il tramite per la condivisione di vini sinceri.

La prima annata vinificata è il 2010. Da allora è stato un continuo studio verso il miglioramento, le tradizioni del passato del passato unite agli strumenti del futuro restituiscono in un bicchiere la magia di queste colline.

Quando si degusta un vino è importante cogliere le emozioni delle stagioni, del tempo e dell’energia di un territorio, anno dopo anno, bottiglia dopo bottiglia… con chi ha voglia di lasciarsi stupire.

L’Astemia Pentita

Bella, bellissima, piena di colori che accompagnano negli spazi delle stagioni. Una folgorazione.

All’esterno si presenta con due enormi parallelepipedi, due cassette di vino fuori asse e fuori scala trasformate in edificio. All’interno sposa la poesia della vigna con una suggestione visiva molto evocativa e una tecnologia avanzata, che colloca sottoterra l’intero processo produttivo.

Sono 15 le etichette che la cantina produce. Vini da bere, non solo da pensare. Prodotti espressione del vigneto, che concentrano l’essenza di un territorio unico al mondo.

L’Astemia Pentita si avvale della consulenza dell’enologo Donato Lanati, che nel proprio laboratorio di ricerca Enosis, da più di trent’anni, sviluppa un metodo di lavoro fondato sullo studio scientifico dell’acino, scrigno del dna del vitigno, del terreno, dell’andamento della stagione e del lavoro dell’uomo.

I vigneti

Sono 17 gli ettari vitati di terreno che L’Astemia Pentita possiede tra i comuni di Barolo Monforte, dove si trova la collina Tiradoss. La produzione vinicola proviene principalmente da vitigni autoctoni ed è intimamente legata alla tradizione, con un’attenzione crescente all’agricoltura biologica.

A Barolo, un territorio selettivo, dove a ogni capezzagna si cambia storia e gusto, i 5 ettari vitati di terreno ospitano 4 vigne storiche, con Menzione Geografica Aggiuntiva: CannubiTerloCrosia e Sarmassa. Qui il nebbiolo, molto sensibile alle variazioni pedoclimatiche, trova il suo luogo di elezione e crea con il terreno particolari simbiosi.

Dolcetto, Barbera, Nebbiolo e Nascetta sono le uve autoctone coltivate. Sauvignon Blanc, Pinot Nero, Riesling e Chardonnay quelle internazionali. L’impegno è per imbottigliare il vino più buono possibile nel modo più naturale, vestendolo di una forte identità territoriale e varietale.

CANNUBI: le vigne nella posizione più esclusiva di tutto il territorio delle Langhe nonché Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA). L”Astemia Pentita possiede due ettari di Cannubi incuneati tra le due strade che salgono a Barolo. Si trovano nella parte iniziale del paese, quella altimetricamente più bassa, che grazie alla natura dei terreni e all’esposizione a Sud Sud-Est dona vini di buon corpo, eleganti e con un tannino piacevolmente teso. L’assoluto prestigio qualitativo delle uve provenienti da questa collina è determinato dalla particolare composizione del suolo, in cui si uniscono e si confondono i terreni di origine tortoniana ed elveziana. L’elevata dotazione in sabbia conferisce profumi intensi; l’alcalinità e la concentrazione di calcio danno un tocco finale di eleganza.

TERLO: fa parte delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA) meno conosciute del Comune di Barolo. Nell’attuale delimitazione, ufficializzata nel 2010, occupa una superficie complessiva di appena 20 ettari. La proprietà de L”Astemia Pentita è di circa un ettaro esposto a Sud-Est. Il vigneto, di 30 anni, è impiantato con viti derivanti da selezione massale delle sottovarietà Lampia e Michet. In quest’area il terreno è costituito da marne grigio-bluastre di origine tortoniana. Un suolo sub-alcalino ben dotato in macro e microelementi. Posizione e terreno argilloso calcareo trasmettono all’uva Nebbiolo proveniente da queste vigne un carattere austero e potente.

TIRADOSS: il nome della collina, situata nel comune di Monforte d’Alba, è riconducibile a uno scontro avvenuto nel 1796 tra i contadini e le truppe napoleoniche. Tiradoss significa infatti “tira addosso”. Si tratta di 12 ettari vitati caratterizzati da un terreno argilloso piuttosto sciolto e ottimamente esposto, dove coltiviamo: Sauvignon, Riesling, Nascetta (l’unico vitigno autoctono a bacca bianca della zona), Dolcetto, Barbera e Nebbiolo.

Il vino accompagna l’uomo da 8.500 anni, ma esprime eccellenza solo qualche volta. Ogni anno mette alla prova l’intuizione umana, dimostrando che la cultura contadina non è una tradizione statica e stanca. A ogni vendemmia gli uomini del vino hanno l’opportunità di rinnovarsi.

Sandra Vezza, un’imprenditrice fuori dagli schemi

L’imprenditrice piemontese con un piglio inconfondibile. Dinamica anche da ferma, Sandra Vezza ama pensare fuori dagli schemi. Originaria di Levice, in Alta Langa, è presidente di società leader nel settore alimentare e farmaceutico e di Gufram, celebre marchio di design.

L’Astemia Pentita è una dichiarazione di amore per la propria terra e un ritorno alle origini, quando il nonno l’accompagnava per mano a passeggiare tra i filari, insegnandole i segreti delle viti.

È anche la sfida di una donna che dichiara di essere astemia, arriva da un mondo totalmente diverso da quello del vino e decide di avviare una cantina a Barolo. Nella terra di elezione dell’ortodossia vitivinicola Sandra Vezza porta un approccio non convenzionale.

Attraverso il design e l’architettura dà forma a una poesia surreale e onirica, che parte dal linguaggio della narrazione per offrire una chiave di lettura attuale su un luogo ancestrale.

La mia passione è da sempre camminare tra i vigneti. Rimanerci ore a pensare, guardando il paesaggio che cambia colore.” – Sandra Vezza

Sandra Vezza
Creato il 16/10/2022. © Riproduzione riservata.
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