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Sommelier: non un mestiere ma un attitude
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Sommelier: non un mestiere ma un attitude

Silvia Cutuli
Silvia Cutuli
Giornalista

Alla scoperta di una figura professionale che deve avere attitude, talento e soprattutto empatia, perché il mestiere di sommelier è quello in cui il cliente va preso per mano e guidato in un mondo fatto di profumi, sapori ed emozione.

Indice

Se il vino è poesia imbottigliata, come diceva Robert Louis Stevenson, il sommelier, prima di essere un esperto, è innanzitutto una persona innamorata della materia prima del suo lavoro.

Per fare un’analisi dettagliata delle caratteristiche organolettiche della bevanda e dell’uvaggio, determinandone qualità e difetti, la sua preparazione non si può fermare certo al beverage.

La sua competenza deve essere a 360 gradi e non può prescindere da quella curiosità per il vino che nasce solo da profonda passione. 

Con la sua esperienza e preparazione, il sommelier deve essere anche in grado di comporre e proporre gli abbinamenti cibo-vino.

Molto richiesto, soprattutto nell’alta ristorazione, il sommelier è chiamato ad assolvere un compito importante.

Soprattutto per via del fatto che la clientela, sempre molto attenta, vuole essere ben informata. Sì, il consumatore di vino oggi è desideroso non solo di mangiare del buon cibo abbinato a ottimo vino, ma vuole vivere un’esperienza emozionale e sensoriale.

A questo punto entra in gioco il sommelier, capace di prendere per mano il cliente e accompagnarlo in un variegato viaggio eno-gastronomico. 

Chi è il sommelier

Assaggiatore, degustatore e giudicatore di vini. Sono queste alcune tra le principali caratteristiche professionali del sommelier, una figura specializzata nell’analisi della qualità, del gusto e delle proprietà organolettiche del vino.

La curiosità: il termine sommelier deriva dal francese medio saumalier. In origine il significato era conducente di bestie da soma; col tempo mutato in addetto ai viveri, poi in cantiniere.

L’origine latina va individuata nella parola sagma, che significa soma e, per estensione, il carico che gli animali da soma trasportano.

L’iter formativo di una professione in cui l’attitude è tutto

Una preparazione tecnica molto approfondita, moltissima pratica per educare naso e palato alle mille sfumature del vino e tanta passione.

Costanza, tenacia, creatività e determinazione sono necessarie perché il percorso professionale è lastricato di scoperte, conoscenze acquisite e continui aggiornamenti.

L’obiettivo? Stare sempre al passo con le nuove tendenze e le innovazioni del settore. Altra dote che deve avere il futuro sommelier: empatia e capacità di stare a contatto con le persone.

Nella sua carriera ne incontrerà davvero tante. Per quanto riguarda il percorso formativo: è necessario frequentare un corso della durata di tre anni, al termine del quale viene rilasciato un attestato.

I corsi sono erogati da due importanti associazioni italiane che rilasciano la medesima qualifica: AIS e ASSOSOMELIER.

Il corso si articola in tre livelli, ciascuno dei quali dura un anno. Il primo livello è incentrato sull’enologia, sulla spiegazione della professione di sommelier e su cosa sentire quando si assaggia un vino. Il secondo livello invece si concentra sull’enografia, cioè sulla “geografia” del vino, mentre il terzo e più complesso livello tratta dell’abbinamento cibo-vino.

Come si differenzia il lavoro a seconda del ruolo

Versatili e molto richiesti, i sommelier sono corteggiati da ristoranti, aziende vitivinicole, eventi e cantine.

Non solo, anche le fiere eno-gastronomiche, le aziende della grande distribuzione, e ogni occasione di degustazioni bramano la loro competenza. Il ruolo varia molto a seconda dell’ambito in cui è richiesta la loro prestazione.

Per la precisione, in un ristorante il sommelier gestisce la cantina e suggerisce abbinamenti del vino in base al piatto che il cliente si sceglie di mangiare.

Approfondimento: galateo vino

Durante gli eventi di settore invece, mette a disposizione degli appassionati le sue conoscenze approfondite. Insomma, dimmi dove lavori e ti dirò che ruolo svolgi.

Quanto guadagna un sommelier?

Un professionista di livello medio-alto può contare su una retribuzione intorno ai 1500/2000 euro al mese, mentre i sommelier non professionisti arrivano al massimo a 1000 euro mensili.

In Italia, un sommelier professionista con diversi anni di esperienza può arrivare a guadagnare 30mila/50mila euro annui, mentre per un assistente sommelier la cifra si aggira sui 12 mila-15 mila all’anno.

Negli Stati Uniti, i guadagni si aggirano intorno ai 10mila dollari al mese, oltre 8mila euro, (più benefit come alloggio pagato e una sostanziosa fornitura di vino).

Con questa cifra gli Stati Uniti si collocano al 5° posto nei 10 mestieri più pagati. 

Diverso il discorso per i sommelier liberi professionisti che si fanno pagare per la singola consulenza, per ogni workshop o degustazione: il loro compenso varia a seconda del tipo di prestazione.

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Creato il 10/11/2021, aggiornato il 11/09/2022. © Riproduzione riservata.
Silvia Cutuli
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La scrittura? Una passione divenuta la mia professione e che oggi condivido con i miei studenti dell'Accademia di Costume e Moda e dell'Istituto Europeo di Design. La scrivania della mia cameretta è stata da sempre il luogo dove rifugiarmi, carta […]
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