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Sostenibilità: standard di qualità
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Sostenibilità: standard di qualità

Veronica Nava
Veronica Nava
Wine Specialist

Cos’è la sostenibilità nel mondo del vino? L’Organizzazione Mondiale della Vigna e del Vino nella risoluzione CST 1/2004 definisce la Vitivinicoltura sostenibile come “L’approccio globale su scala dei sistemi di produzione e di trasformazione delle uve, associando contemporaneamente la perennità economica delle strutture e dei territori, l’ottenimento di prodotti di qualità, la presa in considerazione delle esigenze di una viticoltura di precisione, dei rischi legati all’ambiente, alla sicurezza dei prodotti e alla salute dei consumatori e la valorizzazione degli aspetti patrimoniali, storici, culturali, ecologici e paesaggistici”.

Indice dei contenuti

Quindi, sostenibilità nel mondo del vino partendo dalle Aziende. Le Aziende che vogliono riconoscersi come Aziende Sostenibili devono intraprendere un percorso specifico, aderendo ad uno degli standard disponibili per il settore vitivinicolo impegnandosi nel seguire e rispettare le regole.

Alcuni di questi standard prevedono oltre alla certificazione dell’Azienda come “Azienda Sostenibile”, anche la certificazione dei singoli prodotti “Vino Sostenibile”. Un’Azienda Sostenibile deve garantire il rispetto della sostenibilità in tutte le sue fasi di produzione valutando l’impatto sull’ambiente e la società.

Anche nel caso sia un singolo prodotto (Vino Sostenibile) ad ottenere la certificazione, l’Azienda deve garantire che tutte le fasi ed i prodotti utilizzati per la realizzazione di quel vino specifico, siano stati gestiti in maniera sostenibile.

Per il consumatore più attento è possibile riconoscere il vino/bottiglia proveniente da un Azienda Sostenibile, dall’etichetta. È visibile il logo di uno degli standard di sostenibilità ed essere certo di acquistare una bottiglia di vino proveniente da un’Azienda che ha interesse dell’ambiente, del territorio e delle persone. Quali sono i vantaggi nello scegliere un vino proveniente da un’Azienda Sostenibile: Rispetto per l’ambiente, rispetto per il capitale umano, attenzione al territorio, chiarezza e trasparenza nel rispetto delle buone pratiche di sostenibilità.

Sostenibilità: quale differenza con gli “altri” vini?

Vino sostenibile uguale o confuso come vino biologico, biodinamico, naturale? La sostenibilità di un’Azienda nel produrre un vino sostenibile, sta nel prestare attenzione al sociale e alla valutazione economica delle proprie scelte.

I lavoratori, i consumatori e l’itera società sono importantissime. Quindi, non solo tipologie di vino seguendo filosofie green ma anche e sempre un occhio attento e critico al mondo intero.

Non è facile orientarsi tra le diverse definizioni legate alla sostenibilità del vino: Biologico, Biodinamico, Naturale, Vegano. Termini che definiscono la sostenibilità del vino.

Il Vino Biologico deve rispondere a dei criteri stabiliti dal regolamento Europeo 203/2012, nessun utilizzo di sostanze chimiche nel vigneto, senza l’utilizzo di OGM (Organismo geneticamente modificato), no all’utilizzo di antiparassitari di sintesi.

Per rendere fertile il suolo si usano solo concimi organici e per gli attacchi parassitari s’interviene preventivamente utilizzando solo trattamenti di origine naturale. Rame, zolfo, estratti di piante o, utilizzando organismi viventi che contrastino i parassiti.

In Cantina si evita l’utilizzo di sostanze chimiche per la correzione del vino, per i processi di vinificazione. Il regolamento del 2012 fissa i limiti di solforosa ammessa per i vini biologici rossi ad un massimo di 100 mg/litro, per i vini bianchi secchi un massimo di 150 mg/litro. Il vino biologico per considerarsi tale, dev’essere certificato da organismi che controllano e garantiscono l’adesione al protocollo per l’intera produttività, in Italia autorizzati dal MIPAAF (Ministero delle politiche Agricole alimentari e Forestali).

Secondo alcune stime, l’Italia è tra i paesi di maggior produttori di vino biologico in Europa. La superficie vitata biologica è del 17% della superficie totale e ci sono un terzo dei vigneti biologici europei. Le coltivazioni sono, per il Centro il 27%, al Sud il 26%, nel Nord il 26%, le isole il 31% di cui la sola Sicilia il 29% (dati riferiti all’ultimo censimento del 2018).

Per il vino Biodinamico s’intende invece un sistema di visione, principi e ricerca del filosofo austriaco Rudolf Steiner. Negli anni venti Rudolf mise a punto la corrente di pensiero dell’antroposofia applicata in diversi campi (medicina, arte, agricoltura). Il pensiero dominante è che la fertilità della Terra viene mantenuta attraverso la sollecitazione delle materie nutritive già presenti e senza utilizzare sostanze chimiche.

I principi sono simili a quelli della viticoltura biologica, il vino biodinamico limita a 70 mg/litro l’uso dei solfiti per i vini rossi, a 90 mg/litro per i vini bianchi. Nella viticoltura biodinamica esiste un legame molto stretto svolto dalla forza dell’energia solare, dalle fasi lunari, dallo zodiaco, in grado di produrre un effetto sull’andamento della vendemmia e sugli esseri viventi.

Quindi influenze cosmiche che si intrecciano alle leggi della natura cercando di mantenere intatto l’equilibrio dell’ambiente secondo un’indagine, si stima che in Italia ci siano circa 8.500 ettari di vigne biodinamiche con 4.500 aziende vinicole ma, solo 419 certificate.

Per il vino biodinamico, dal punto di vista normativo, non esiste la denominazione ma esiste un loro marchio come importante certificazione (Demeter e Renaissance d’Appellation, sono associazioni private costituite da produttori biodinamici che si propongono di verificare e approvare i vini prodotti). Anche per il vino Naturale al momento non esiste alcuna normativa.

Non è semplice dare una definizione di che cosa s’intenda come vino naturale. Si tratta di piccoli produttori che utilizzano le pratiche dell’agricoltura biologica o biodinamica, senza però usare certificazioni e regolamenti protocollati.

Per il vino Vegano invece la definizione è applicabile a tutti quei vini che, dopo processi di verifiche, si possono dichiarare privi di qualsiasi sostanza o attrezzatura di origine animale in ogni fase della produzione, partendo dalla vigna fino ad arrivare al packaging. Il rispetto dell’ambiante e della comunità, in questi ultimi tempi, si è sempre più posto concretamente come attenzione e sforzo in primis da arte del viticoltore.

Un nuovo modello agricolo, consapevole e rispettoso è quello che anche nel mondo del vino si vuole realizzare e utilizzare, nel rispetto di ciò che la terra ci dona e nel rispetto di ciò che si beve. Ad oggi il 20% dei consumatori vuole e cerca un vino “green”, nell’acquisto di un vino circa il 64% dei consumatori ricerca le Denominazioni (Igt, Doc, Docg), un buon 20% invece cerca la presenza del marchio Bio, di una bottiglia di vino “sostenibile”.

Origine, sostenibilità e salute sono i principali fattori nella scelta di un prodotto piuttosto che un altro da parte degli italiani e questo coinvolge anche la scelta del vino. Le imprese vitivinicole hanno ben capito e compreso l’interesse e l’attenzione da parte del consumatore “green” che, nei prossimi anni e non troppo lontani, sarà sempre più destinata a crescere portando la percentuale attuale del 20% al 90% di consumatori di vino biologico.

Questo comporta da parte delle Aziende ad assumere nuove strategie e nuovi processi di coltivazione della vite e di vinificazione in Cantina con l’intenzione di ottenere una certificazione di sostenibilità. Sforzi e ricerca costante da parte delle Aziende e delle Cantine per una sempre più alta qualità sostenibile, pronti a soddisfare le richieste del consumatore, non solo di casa nostra ma anche del consumatore internazionale.

Un prodotto Italiano da sempre conosciuto e apprezzato nel mondo ad un prodotto altrettanto italiano ma straordinariamente “Green”.

Creato il 17/08/2022, aggiornato il 30/09/2022. © Riproduzione riservata.
Veronica Nava
Sull'autore:
Wine Specialist
La mia vita... "cogliere l' essenza di ogni viaggio", quello di tutti i giorni! Dal liceo artistico l'amore per le forme, le linee, i tratti. Cogliere gli stimoli esterni per renderli esperienze... di crescita, di scelte, passate e presenti. E […]
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