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Cocktail regionali: dalle tradizioni locali alla tavola internazionale
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Cocktail regionali: dalle tradizioni locali alla tavola internazionale

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

Siamo abituati a sentire parlare di vini regionali che sono cioè tipici di una regione italiana. Ma anche i cocktail possono avere questa particolarità? I drink che siamo soliti degustare al momento dell’aperitivo possono essere ricondotti, a seconda degli ingredienti, a una particolare regione d’Italia?

Diciamo che per i vini è decisamente più facile mentre per i cocktail la cosa si complica di un bel po’. Tuttavia di recente due noti barman – uno di Napoli, l’altro di Catania – hanno provato a ideare due drink che, secondo loro, rappresenterebbero fedelmente le caratteristiche del capoluogo campano e della città siciliana.

Scopriamo allora di che cosa si tratta per capire quanto davvero la scelta degli ingredienti che compongono un drink possa essere lo specchio fedele di una determinata regione.

Giulebbe è zuccaro

Il nome di questo cocktail, stando a quanto affermato da Salvatore D’Anna, barman di Archivio Storico a Napoli che lo ha ideato, è lo stesso di una base per dolci che era usata dai pasticcieri Monzù. Già il nome dunque punta a ricordare l’antica tradizione napoletana.

Gli ingredienti che occorrono per la composizione di questo drink sono i seguenti: 20 ml shrub all’ananas disidratato, 20 ml amaretto, 40 ml Buffalo trace bourbon whiskey, 8 foglie di menta. Un cocktail fresco e dalla forte personalità che, proprio per il carattere, ricorda la città di Napoli.

Malamerica

Dalle sapienti mani di Alfio Liotta, barman di Me Cumpari Turiddu a Catania, ecco invece il Malamerica che ricorda la Sicilia, una terra meravigliosa in cui gli agrumi crescono rigogliosi. E la presenza dell’arancia non manca in questo cocktail che vede poi l’utilizzo dei seguenti ingredienti per la sua preparazione: 3 cl Bitter Barbieri, 3 cl Marsala Vigna la Miccia e 3 cl Bourbon whiskey.

Preparato direttamente in un bicchiere tumbler basso con ghiaccio, il Malamerica viene decorato con un orange twist. Colorato, con grande personalità, molto profumato come la terra da cui si ispira.

Qualche curiosità sulla storia dei cocktail

Ti abbiamo indicato due ricette di cocktail regionali illustrate da due barman di professione che hanno voluto rendere omaggio a regioni splendide come la Campania e la Sicilia. Ma esistono altri cocktail che sono tipici di una certa ragione? Come dicevamo, per quanto riguarda questo tipo di bevanda, individuare della regionalità nelle loro caratteristiche non è così semplice. Ma ci sono alcune curiosità che vale la pena conoscere e che riconducono a storie antiche. 

Negroni

Ad esempio, il Negroni – apprezzato in tutta Italia e uno dei drink più richiesti – ha origini toscane anche se in pochi forse lo sanno. Fu infatti il conte fiorentino Camillo Neuroni a inventare l’omonimo cocktail. La storia narra che il conte fosse solito frequentare l’aristocratico Caffè Casoni situato in Via de’ Tornabuoni, nel capoluogo fiorentino. Un giorno il conte, per cambiare un po’ e bere qualcosa di diverso dal solito aperitivo Americano, chiese al barman, in onore ai suoi recenti viaggi londinesi, di aggiungere un po’ di gin al posto del seltz al suo drink. L’esperimento ebbe un grande successo tanto che da quel momento la variazione chiesta dal conte fu apportata anche per gli altri clienti del bar. Il Negroni cominciò così a essere preparato ovunque e in onore alla fantasia del conte, all’inizio, era chiamato “l’Americano alla moda del conte Negroni”. Negli anni è rimasto soltanto il Negroni.

Cocktail romani

Detto di questa curiosa vicenda, torniamo alla domanda iniziale: ci sono dei cocktail che sono tipici di una città o di una regione? Roma offre esempi interessanti in questo senso e la cosa non stupisce visto che la Capitale è sempre in movimento e le idee innovative di certo non mancano. Ci sono alcuni drink, insomma, preparati solo a Roma. Il primo viene chiamato Roma Libre ed è composto dal chinotto sapientemente mixato al rum: un drink gustoso che solo nella Capitale preparano.

Un altro esempio di cocktail romano è quello che prevede l’utilizzo del vino e della gazzosa. Questa bevanda, che molti ordinano anche per il momento dell’aperitivo, mixa due sapori che insieme stanno benissimo. E allora capita spesso di entrare in un bar della Capitale da turisti e sentire la persona accanto che ordina vino e gazzosa.

Come non menzionare, poi, il Carbonara cocktail, ispirato al celebre primo della tradizione culinaria romanesca. Venne realizzato da Massimo D’Addezio, storico nome già di stanza all’Hotel De Russie, nel bar Co.So in zona Pigneto. Gli ingredienti sono la vodka, l’estratto di pancetta e poi uovo, pepe nero, succo di limone fresco e sciroppo di zucchero. Un cocktail innovativo che solo nella Capitale è possibile trovare. 

Per chi ama cocktail leggeri e non troppo impegnativi eccome un altro da poter chiedere nei bar tipici di Roma: l’AperTass. Il nome è già indicativo del tipo di ingredienti che occorrono per preparare questo semplice drink che è a base di Cedrata Tassoni e Aperol. Dissetante, fresco, leggero, poco alcolico e sicuramente ideale se gustato durante la stagione estiva.

Creato il 12/08/2023, aggiornato il 06/04/2024. © Riproduzione riservata.