
Bollito e vino: scopri l’abbinamento migliore
È diffuso specialmente in area padana, il più noto è quello del Piemonte. Stiamo parlando del bollito, un secondo piatto a base di vari tagli di carne bolliti per diverse ore in modo da renderli teneri al palato. Scopri quali vini si abbinano meglio a questo piatto dal fascino invernale.
Indice:
Da non confondersi con il lesso, il bollito è una ricetta che richiede una cottura lenta e un’accurata selezione del taglio delle carni da utilizzare.
La differenza con il lesso risiede nella metodologia di preparazione: nel bollito la carne viene aggiunta al bollore del brodo, nel lesso viene inserita a freddo e portata a bollore insieme alle verdure scelte per insaporire il tutto (solitamente carote, sedano e cipolla).
Ecco i vini che meglio esaltano il sapore di un buon bollito misto.
Dal Lambrusco al Rosso Piceno: i vini ad hoc per il bollito
La cottura prolungata del bollito rende le carni particolarmente morbide e delicate al palato. Proprio per questo è bene abbinare vini dai tannini moderati e dalla buona acidità, in grado di legarsi in modo armonioso con questo piatto senza andare a coprirne la dolcezza ma che esalta la delicatezza.
Se stiamo gustando un bollito misto in Piemonte, impossibile non orientarci su un vino rosso del territorio: in questo caso un Freisa è un’ottima scelta. Questo vino è per i Piemontesi la classica bottiglia da tutti giorni, eppure è un vino originale nella sua semplicità: elegante, leggero, profumato è di una bevibilità e versatilità incredibili.
Rimanendo in terra sabauda, altro accostamento di sicura riuscita è quello con le note armoniose, fruttate e secche al palato di un Dogliani DOCG.
Se vogliamo uscire dalla regione, altro matrimonio ben riuscito è quello con il Lambrusco di Sorbara, un rosso fruttato, fresco ed elegante con un caratteristico finale sapido. In alternativa, si può accompagnare il bollito misto con un delicato Rosso Piceno o con un più sapido e morbido Colli Euganei Rosso DOC.
Bollito piemontese
Il più prestigioso di tutti è senza dubbio il “Gran bollito storico risorgimentale Piemontese”, da prepararsi seguendo la cosiddetta “regola del sette”:
- sette tagli di vitello piemontese (tenerone, scaramella, muscolo di coscia, stinco, spalla, fiocco di punta, cappello del prete)
- sette “ornamenti” (testina di vitello, lingua, zampino, coda, gallina, cotechino e rollata).
Deve essere accompagnato da almeno tre dei sette “bagnetti” della tradizione (salsa verde ricca, salsa verde rustica, salsa rossa, salsa al cren, salsa cugnà, salsa al miele e mostarda).
E, a proposito di salse, da provare quella al vino rosso. Bastano 10 minuti e pochi ingredienti per prepararla: cipolla, burro, timo, alloro, sale, farina, brodo di carne e naturalmente del vino rosso, magari un piemontese Barbera.
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