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Bollito e vino: scopri l’abbinamento migliore
Cosa bere con

Bollito e vino: scopri l’abbinamento migliore

Cristina Mania
Cristina Mania
Giornalista

È diffuso specialmente in area padana, il più noto è quello del Piemonte. Stiamo parlando del bollito, un secondo piatto a base di vari tagli di carne bolliti per diverse ore in modo da renderli teneri al palato. Scopri quali vini si abbinano meglio a questo piatto dal fascino invernale.

Indice:

Da non confondersi con il lesso, il bollito è una ricetta che richiede una cottura lenta e un’accurata selezione del taglio delle carni da utilizzare.

La differenza con il lesso risiede nella metodologia di preparazione: nel bollito la carne viene aggiunta al bollore del brodo, nel lesso viene inserita a freddo e portata a bollore insieme alle verdure scelte per insaporire il tutto (solitamente carote, sedano e cipolla).

Ecco i vini che meglio esaltano il sapore di un buon bollito misto.

Dal Lambrusco al Rosso Piceno: i vini ad hoc per il bollito

La cottura prolungata del bollito rende le carni particolarmente morbide e delicate al palato. Proprio per questo è bene abbinare vini dai tannini moderati e dalla buona acidità, in grado di legarsi in modo armonioso con questo piatto senza andare a coprirne la dolcezza ma che esalta la delicatezza.

Se stiamo gustando un bollito misto in Piemonte, impossibile non orientarci su un vino rosso del territorio: in questo caso un Freisa è un’ottima scelta. Questo vino è per i Piemontesi la classica bottiglia da tutti giorni, eppure è un vino originale nella sua semplicità: elegante, leggero, profumato è di una bevibilità e versatilità incredibili.

Rimanendo in terra sabauda, altro accostamento di sicura riuscita è quello con le note armoniose, fruttate e secche al palato di un Dogliani DOCG.

Se vogliamo uscire dalla regione, altro matrimonio ben riuscito è quello con il Lambrusco di Sorbara, un rosso fruttato, fresco ed elegante con un caratteristico finale sapido. In alternativa, si può accompagnare il bollito misto con un delicato Rosso Piceno o con un più sapido e morbido Colli Euganei Rosso DOC.  

Bollito piemontese

Il più prestigioso di tutti è senza dubbio il “Gran bollito storico risorgimentale Piemontese”, da prepararsi seguendo la cosiddetta “regola del sette”:

  • sette tagli di vitello piemontese (tenerone, scaramella, muscolo di coscia, stinco, spalla, fiocco di punta, cappello del prete)
  • sette “ornamenti” (testina di vitello, lingua, zampino, coda, gallina, cotechino e rollata).

Deve essere accompagnato da almeno tre dei sette “bagnetti” della tradizione (salsa verde ricca, salsa verde rustica, salsa rossa, salsa al cren, salsa cugnà, salsa al miele e mostarda).

E, a proposito di salse, da provare quella al vino rosso. Bastano 10 minuti e pochi ingredienti per prepararla: cipolla, burro, timo, alloro, sale, farina, brodo di carne e naturalmente del vino rosso, magari un piemontese Barbera

Lettura consigliata: Guida alle tipologie di vino

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Creato il 26/11/2021, aggiornato il 25/07/2022. © Riproduzione riservata.
Cristina Mania
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Mi è servita una Laurea in Lingue per comprendere che lo studio di nuovi idiomi altro non era che la necessità di poter comunicare con un più ampio spettro di persone. Convinzione che si è consolidata durante il Master in […]