Home / Magazine / Percorsi e itinerari del vino / La Glera: alla scoperta di origini e caratteristiche
La Glera: alla scoperta di origini e caratteristiche
Percorsi e itinerari del vino

La Glera: alla scoperta di origini e caratteristiche

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

La Glera dà origine a quello che è uno dei vini più amati al mondo: il Prosecco. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo meraviglioso vitigno.

Indice

La Glera è uno dei vitigni più coltivati in Veneto e le sue uve sono utilizzate per la produzione del vino Prosecco.

Entrando nel dettaglio, per la realizzazione della famosa bollicina, le uve Glera devono essere contenute in una misura minima individuata nell’85%; il restante 15% può contemplare la presenza di altri vitigni (tra i tanti Verdiso, Bianchetta trevigiana, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero vinificato in bianco).

Fino a un certo punto, il vitigno dalle cui uve nasceva il Prosecco veniva chiamato proprio con il nome della bollicina, quindi Prosecco. La trasformazione del nome in Glera si è avuta con il D.M. 21/07/2009 per distinguere il vitigno dalla DOC Prosecco che venne in quell’anno contestualmente creata.

Che tipo di vitigno è la Glera? Che caratteristiche hanno i suoi grappoli? E quali sono invece le peculiarità del vino a cui dà origine che, senza ombra di dubbio, è uno dei più apprezzati non solo in Italia ma nel mondo intero? Potrai scoprirlo in questo articolo. 

Glera: regione d’origine e caratteristiche del vitigno

Come anticipato, la Glera storicamente nasce e si diffonde in buona parte della regione Veneto che, come forse ci è già capitato di affermare, è una di quelle a maggiore vocazione vinicola.

La coltivazione di quest’uva però negli ultimi anni soprattutto si è estesa anche a un’altra regione particolarmente trainante nella produzione vinicola: ci riferiamo al Friuli Venezia Giulia. C’è da dire però che la zona di elezione della Glera resta comunque quella veneta, in particolare del Trevigiano, tra Conegliano e Valdobbiadene.

Ma quali sono le vere origini della Glera? Non è facile risalirvi con certezza. C’è chi dice che questo vitigno sia originario di Prosecco, un piccolo paese del Carso triestino; da qui si sarebbe poi spostato nella Marca Trevigiana e poi si sarebbe “spinto” fino ai Colli Euganei.

Un’altra teoria invece vedrebbe la Glera partire dai Colli Euganei e diffondersi poi a macchia d’olio verso la Slovenia. Insomma difficile risalire al luogo in cui per prima questo vitigno ha trovato spazio, fatto sta che a oggi la Glera è diffusa in particolare modo in provincia di Treviso dove le condizioni del suolo e climatiche sono perfette per fare crescere le sue uve genuine e rigogliose.

Zone di coltivazione e caratteristiche

A seconda delle zone in cui viene coltivata, però, la Glera assume sfumature diverse: nell’area collinare di Valdobbiadene ad esempio è caratterizzata da note floreali e fruttate, nell’area a sud di Vittorio Veneto, invece, sono i sentori agrumati e la mela verde a farsi sentire con più forza. Insomma il tipo di terreno influisce moltissimo sulle sfumature che l’uva Glera può essere in grado di regalare.

Vitigno a bacca bianca, la Glera è stata registrata ufficialmente nel Catalogo nazionale varietà di vite dal 1970. Ufficialmente sono circa 18.300 gli ettari destinati in Italia alla coltivazione di questo vitigno.

Soffermiamoci adesso sulle caratteristiche dei grappoli. Che forma hanno? E come sono gli acini? Possiamo dire che questo tipo di uve hanno foglie di media grandezza, cuneiformi. Il grappolo può assumere forme diverse: troveremo infatti grappoli medi, piramidali oppure spargoli. Per quanto riguarda gli acini, invece, possiamo dire che sono di forma sferoidale con una buccia piuttosto pruinosa e di colore verde tendente al giallo.

Le caratteristiche del vino

Il vino prodotto da uve Glera si presenta di colore giallo paglierino, con spuma persistente che al palato regala note fruttate e fresche. Può essere secco o amabile, di discreto corpo, decisamente caratteristico.

Si tratta di sicuro di un vino molto versatile, amato non solo in Italia ma in tutto il resto del mondo proprio perché si abbina facilmente a moltissimi piatti. 

Abbinamento vino con uve Glera e cibo

Il Prosecco, ovvero il tipo di vino che per legge deve essere prodotto con almeno l’85% di uva Glera, si abbina in modo egregio a una moltitudine di pietanze.

Assoluta protagonista dell’aperitivo quando in tavola ci sono tartine al salmone, salvia fritta e stuzzichini sfiziosi e leggeri, questa bollicina è ottima anche in abbinamento a pietanze a base di pesce e di crostacei. Provala con filetti di orata o spigola oppure con carpacci di pesce crudo e insalate di mare.

Il Prosecco rappresenta però la soluzione vincente anche con piatti a base di verdure: si esalta infatti con asparagi e radicchio trevigiano che hanno un gusto marcato il quale viene egregiamente accompagnato dalla bollicina più famosa e apprezzata al mondo, ma si sposa alla perfezione anche con tutte le ricette a base di ortaggi verdi come zucchine, coste, o spinaci.

Ottimo se abbinato anche ad alcuni salumi: potresti degustare un buon calice di Prosecco con prosciutto cotto e mortadella oppure con dei formaggi dal gusto delicato; da evitare invece l’accostamento di questo vino ai prosciutti speziati e a  formaggi erborinati o troppo stagionati che andrebbero a creare un contrasto troppo netto con ciò che hai versato nel tuo calice.

Creato il 23/01/2023. © Riproduzione riservata.