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Affinamento vino: fase di maturazione
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Affinamento vino: fase di maturazione

ROSADIVINI
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Redazione

La fase di evoluzione e di maturazione del vino che avviene dopo l’imbottigliamento si chiama affinamento.

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Dopo la vendemmia e il periodo di fermentazione del mosto, il vino deve riposare per maturare profumi e sapori e per acquisire la sua stabilità.

Per alcuni vini ci sono disciplinari che stabiliscono il tempo minimo di invecchiamento e affinamento  del vino, ma anche i contenitori da utilizzare per la fase di maturazione. I contenitori hanno effetti diversi durante la permanenza del vino, dunque si scelgono in relazione alla tipologia di vino che si vuole ottenere.

Che cos’è l’affinamento

L’affinamento del vino non è altro che il periodo di maturazione del vino, fase nella quale il mosto riposa in bottiglia, in anfore o in contenitori di legno, acciaio e cemento.

Questa fase consente di perfezionare e migliorare tutte le caratteristiche organolettiche del vino, grazie alla micro-ossigenazione.

Il periodo di affinamento è variabile: ci sono vini come il Nebbiolo, che prevedono tempi più lunghi (fino a 4 anni), mentre per un Grechetto i tempi sono più brevi (un anno è sufficiente).

Affinamento in bottiglia

Questo procedimento conclude la maturazione del vino, con un lento lavoro di sedimentazione e rifinisce le caratteristiche del vino. Nella precisione va a definire sentori e aroma del nettare. 

Il vetro scuro, infatti, ingentilisce il vino grazie alla lenta sedimentazione.

I vini rossi e i vini bianchi hanno una buona riuscita in vetro, a secondo del tempo di riposo. Mentre i vini rosati non sono adatti all’affinamento in bottiglia perché devono essere bevuti prima.

Affinamento in acciaio

L’acciaio si presenta come un materiale neutro per l’affinamento del vino: non aggiunge e non toglie nulla. Viene utilizzato per i vini d’annata ovvero quelli che si bevono entro l’anno successivo alla vendemmia.

Si sceglie l’acciaio perché permette al vino di esaltare i profumi primari: frutti e fiori.

Affinamento in legno

Il legno viene scelto perché dona tanto al vino, rilascia diversi profumi secondari che aggiungono complessità e struttura: tabacco, pepe, vaniglia e tanti altri ancora.

Le botti di legno possono essere grandi o piccole. Le botti piccole o barrique, danno un’impronta maggiore al vino, rispetto alle botti grandi.

Il passaggio dell’affinamento del vino in legno è fondamentale per accentuare le note aromatiche, acquisite dal tipo di legno con il quale il nettare entra in contatto.

Cosa fare durante l’affinamento vino

Quando il vino passa ad affinamento è importante che l’ambiente abbia una scarsa illuminazione (la luce forte imbrunisce il vino) e che la temperatura sia costante per tutto il processo.

Un buon affinamento, infatti, si ottiene in cantina.

Altre accortezze sono:

  • La posizione della bottiglia: inclinata oppure orizzontale per tenere sempre il vino a contatto con il tappo di sughero, mantenendo quest’ultimo umido per garantire elasticità ed evitare l’ossidazione.
  • Non sollecitare o stimolare la bottiglia.

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Creato il 10/11/2021, aggiornato il 11/09/2022. © Riproduzione riservata.
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