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Guida alle tipologie di vino
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Guida alle tipologie di vino

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

Non c’è altro che l’imbarazzo della scelta per gustare ogni giorno un prodotto diverso: ecco a voi una guida alla scoperta delle varie tipologie di vino.

Il mondo del vino è quanto mai ampio e eterogeneo e questo è sicuramente un gran bene per chi non ama la monotonia e potrà dunque, di tanto in tanto, assaggiare prodotti sempre nuovi. Ma quante sono le tipologie di vino che oggi possiamo distinguere? Tantissime!

In questo articolo ci occuperemo proprio di queste, al fine di individuare i tipi di vino a oggi in commercio: bianchi, rossi, rosati, spumanti, vini rossi leggeri, vino rossi strutturati, bianchi robusti e bianchi leggeri. E l’elenco non termina qui ma è decisamente più lungo! Cominciamo dal principio, facendo dunque un po’ di chiarezza. 

Vini bianchi non strutturati e vini bianchi robusti

Tra i vini bianchi possiamo intanto fare una prima distinzione tra vini bianchi non strutturati e robusti. In questo specifico caso ciò che viene preso in considerazione è l’aspetto legato al corpo del vino. Il vino, tutto, è composto per la maggior parte da etanolo, acqua e da una serie di sostanze non volatili che in essa sono disciolte.

Tecnicamente, la struttura o corpo del vino è l’insieme di tutte queste sostanze che vanno a formare il cosiddetto residuo fisso quando acqua e alcol vengono lasciati evaporare. I bianchi corposi sono quelli che in bocca lasciano una sensazione di pienezza e di densità. I vini bianchi non strutturati, invece, non manifestano al palato tutte queste caratteristiche. È questa essenzialmente la differenza più marcata tra i due tipi di vino.

Vini bianchi aromatici

Nel vastissimo mondo del vino bianco, vale sicuramente la pena fare anche un’ulteriore distinzione, concentrandosi anche sui vini bianchi aromatici. Sono tantissimi e tutti da conoscere se si amano i vini dal bouquet fruttato o floreale. I vini bianchi aromatici possono essere descritti come quelli caratterizzati da profumi che si riescono a individuare mangiando un chicco della stessa uva.

Moscato, Malvasia, Gewurztraminer sono alcuni dei vitigni aromatici più famosi: dalle loro uve nascono vini molto profumati, aromatici, appunto, apprezzati sia in Italia che all’estero. Non tutti i vini bianchi sono aromatici: come in parte già detto, l’aromaticità è strettamente correlata al tipo di uva utilizzata. 

Vini rossi leggeri, di medio corpo e strutturati

Anche in questo caso, a essere presa in considerazione è la struttura che è in grado di caratterizzare un vino.

I vini rossi leggeri sono quelli in cui al palato non si riscontra quel senso così marcato di pienezza. Il tipico esempio di rosso leggero è il Lambrusco che di certo non fa della sua struttura la caratteristica principale.

Ci sono poi rossi di medio corpo, quelli cioè che si posizionano come struttura esattamente nel mezzo tra i leggeri e quelli di grande personalità. Esempi classici di rossi di medio corpo sono i Merlot e i Cabernet del Friuli Venezia Giulia oppure alcuni vini della zona del Chianti in Toscana. L’elenco è molto nutrito per chi è appassionato del genere.

Infine ci sono rossi che si definiscono strutturati: sono quelli caratterizzati da una grande personalità, potenti, eleganti, morbidi come ad esempio il Barolo, il Brunello e l’Amarone. Vini che spesso hanno fatto un lungo periodo di invecchiamento e che, una volta pronti per essere degustati, sono in grado di regalare una meravigliosa esperienza sensoriale. 

Vini rosati: le caratteristiche

Accanto ai più “famosi” vini rossi e bianchi ci sono anche i vini rosati che per molti anni sono stati erroneamente considerati come vini di seconda fascia. In molti hanno infatti creduto per molto tempo che i rosati fossero semplicemente un miscuglio tra rossi e bianchi. Niente di più sbagliato! I rosé sono vini di grande qualità, frutto di processi di lavorazione accurati.

Anche se esteticamente possono avvicinarsi più ai rossi, nella maggior parte dei casi le caratteristiche tipiche dei rosé li avvicinano di più ai vini bianchi. Hanno spesso profumi floreali e fruttati e in bocca regalano freschezza ed equilibrio. Sono poco tannici e al palato non evidenziano dunque le caratteristiche tipiche di alcuni vini rossi dove i tannini sono marcati.

I vini rosati sono prodotti da uve a bacca nera, riducendo i tempi di macerazione a contatto con le bucce e i vinaccioli al minimo. In questo modo solamente una piccola parte delle sostanze coloranti e dei tannini verrà ceduta al vino. Le vinificazioni in rosato seguono dunque regole ferree che danno vita a prodotti di assoluta qualità. È sbagliato, quindi, pensare che i vini rosati siano vini di seconda fascia rispetto ai rossi e ai bianchi.

Spumanti e frizzanti

Passiamo adesso ad approfondire il capitolo legato agli spumanti e ai vini frizzanti. Ad accomunare queste due macro etichette è l’effervescenza dei prodotti che poi però si differenziano per caratteristiche ben precise.

Gli spumanti sono tutti quelli che si ottengono, così come detta la regolamentazione, dalla prima o dalla seconda fermentazione alcolica di uve fresche, di mosto di uve o di vino. Quando si stappa una bottiglia di spumante si rileva uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione. Lo spumante può essere prodotto in qualsiasi zona e con qualsiasi vitigno. Questo aspetto lo differenzia ad esempio dal Prosecco che essendo una DOC o DOCG può invece essere prodotto solamente in alcune specifiche zone e soltanto con alcune uve. Quando si parla di spumante si possono in generale individuare delle macro categorie: gli spumanti secchi, ad esempio i Pas Dosé (a dosaggio zero), gli Extra Brut e Brut, gli spumanti morbidi, come gli Extra Dry e Dry, e quelli dolci, come i Demi Sec o i dolci appunto.

Quando si parla di vini frizzanti, invece, ci riferiamo a tutto un’altro genere di prodotto che poco ha a vedere, soprattutto per il processo di lavorazione, con gli spumanti. I vini frizzanti sono quei bianchi, rossi o rosati in cui si rinviene una effervescenza più o meno marcata. Un qualsiasi vino viene definito frizzante quando presenta una pressione (dovuta all’anidride carbonica sviluppata dalla fermentazione) non inferiore a 1 e non superiore a 2,5 bar. Uno spumante deve sviluppare almeno 3,5 bar di pressione (per alcune categorie 3).

Non è per niente difficile insomma distinguere un vino spumante da un vino frizzante, anche solo a colpo d’occhio. Come prima cosa basterà concentrarsi sul tappo, per vedere che nello spumante è sempre quello a fungo con la gabbietta in metallo mentre nei vini tradizionali si riscontra sempre un tappo sughero, tappo corona o tappo a vite. Anche la bottiglia è differente: quella degli spumanti ha sempre un vetro più massiccio ed è generalmente più pesante di una classica bottiglia di vino. Questo perché deve essere in grado di contenere la forte pressione interna anche sotto stress meccanici.

Vini da dessert

Infine, vale la pena menzionare i vini da dessert, altra categoria importante, caratterizzata da note delicate e piacevoli aromi. I vini dolci o da dessert appunto si differenziano dai tradizionali per la quantità di zucchero che contengono.

Nella fermentazione che caratterizza i vini dolci, c’è zucchero residuo che non si scioglie trasferendo quindi tutta la dolcezza al vino stesso. Un vino si definisce dolce quando lo zucchero supera il limite dei 45 g/l. Quando invece le quantità di zucchero oscillano tra i 12 e i 45 g/l il vino si definirà amabile e non dolce.

Tra i cosiddetti vini da dessert si distinguono vini passiti e vini muffati. Per la produzione di vini passiti i grappoli di uva vengono messi a appassire naturalmente in vigna oppure in appositi locali, per far sì che l’uva proceda con la sua naturale maturazione. Con il caldo eccessivo l’acqua contenuta nei chicchi di uva tenderà a evaporare in modo naturale mentre lo zucchero, perché più pesante, non “prenderà il volo” bensì resterà nella bacca. Per la produzione dei vini muffati, invece, si adotta un’altra tecnica. Si sfrutta la formazione sulle bacche della botrytis cinerea, una muffa che si deposita sulla buccia, rompendola e nutrendosi di alcuni elementi contenuti nella polpa dell’acino. L’acqua in questo modo evapora, lo zucchero rimane. Quel che ne viene fuori, qualsiasi sia il processo di evaporazione dell’acqua e della concentrazione dello zucchero, è un prodotto dolce, piacevole al palato, con fragranti note floreali o fruttate.

I vini dolci sono vini da meditazione nonché soluzioni perfette per accompagnare il momento del dessert.

Creato il 24/03/2023. © Riproduzione riservata.
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