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Giovani e vino: alla riscoperta di prodotti naturali
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Giovani e vino: alla riscoperta di prodotti naturali

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

Quello tra giovani e vino è un binomio che genera sempre molti dibattiti. L’indagine “Gli italiani e il vino” disegna uno scenario sicuramente roseo per il futuro con molti giovani che sono sempre più interessati al mondo vinicolo.

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Aumenta in modo cospicuo il numero dei giovani che si avvicinano al mondo del vino in modo consapevole: sono i risultati della recente indagine “Gli italiani e il vino”, presentata anche a Roma, nella scorsa primavera, alla conferenza stampa della 54ª edizione di Vinitaly dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor. Una fotografia, quella scattata da questa ricerca, decisamente felice per i produttori di vino che lavorano con passione e dedizione nel tentativo di allargare sempre di più il loro bacino d’utenza. A quanto pare i risultati, seppur con fatica, stanno arrivando: gli amanti del buon bere aumentano anche tra i giovani, affascinati da tutto ciò che fa parte del mondo vinicolo.

Giovani e vino: ecco cosa apprezzano

Insomma finalmente anche i giovani si cominciano a interessare, in modo sempre più convinto, a un mondo che per lunghi anni è stato invece molto distante dai cosiddetti Millennials e dalla generazione Z.

E l’indagine rimarca non solo questo cambio di tendenza ma anche una sempre maggiore attenzione dei giovani verso i prodotti realizzati con tecniche e ingredienti sempre più naturali. Alto gradimento insomma per vini biologici e vegan così come per tecniche di produzione innovative che puntano a un minore spreco energetico.

L’attenzione dei giovani verso la sostenibilità, non a caso l’argomento di questi tempi è più che mai attuale. Ecco allora che si apprezzano le aziende che stanno cercando di muoversi in direzioni sempre più green, adottando tecniche di produzione sostenibili che rispettino l’ambiente e garantiscano un prodotto finale di elevata qualità. In questo articolo ti illustreremo allora alcuni interessanti punti messi a fuoco dall’indagine che ti abbiamo precedentemente citato.

Numeri importanti perché ci forniscono un’idea più chiara di quello che potrebbe essere lo scenario futuro per quanto riguarda il mondo del vino, disegnando precisi percorsi che le aziende del settore dovrebbero compiere per soddisfare una clientela giovane in grado però di garantire una certa continuità di acquisto negli anni. 

I giovani consumatori di vino sono più consapevoli

Fino a qualche anno fa purtroppo il binomio giovani e vino nascondeva sempre qualcosa di pericoloso a causa dell’uso spropositato che molti facevano dell’alcol. Piano piano, e per fortuna, le cose stanno cambiando e molti oggi sanno apprezzare un bicchiere di vino, sanno gustarselo durante una cena in compagnia, sanno scegliere il tipo di prodotto più adatto a soddisfare i loro gusti.

Oggi i giovani della Generazione Z e i cosiddetti Millennials sono insomma diventati consumatori molto più consapevoli. Bevono vino con moderazione ma si interessano molto di più al processo produttivo, a come quel vino viene realizzato, a quali sono le tecniche di ultima generazione che alcune aziende utilizzano per un maggior rispetto del pianeta.

Secondo l’indagine “Gli italiani e il vino” rispetto al 2019 i consumatori appartenenti a Generazione Z e Millennials (18-41 anni) sono aumentati sul piano numerico (dall’84% al 90%) ma non sulle quantità.

Più attenzione per i vini biologici e vegani

I giovani fanno anche molta attenzione ai vini biologici e ai vegani. In generale li incuriosisce tutto quello che ruota intorno alla produzione di queste tipologie di prodotti. I vini biologici e sostenibili conquistano il primo posto tra i prodotti indicati a maggior potenziale di crescita nei prossimi anni con il 27% delle preferenze, ai danni dei vitigni autoctoni che in 3 anni passano dal 28% al 22%.

Le scelte green portate avanti con convinzione da parte delle aziende convince il 32% dei Millennials che trovano bellissima l’idea di poter produrre prodotti sempre più naturali e che sempre più siano in grado di rispettare l’ambiente circostante. Sempre secondo l’indagine menzionata, in generale gli italiani sono disposti a spendere fino al 10% in più della media per acquistare vini sostenibili.

L’etica dunque riveste sempre più di frequente un posto di rilievo tra coloro che amano il vino e non disdegnano un calice di rosso o bianco magari da condividere con gli amici. E il perseguimento di obiettivi importanti va di pari passo con la qualità dei vini che vengono poi messi sul mercato e che convincono e incuriosiscono molto di più i giovani. 

La regionalità fa la differenza

Giovani o meno giovani, c’è poi un altro aspetto fondamentale nel decretare la curiosità che la generazione Z e i Millennials hanno verso il mondo del vino, ovvero la regionalità.

Ci sono infatti alcune regioni che, per storia e tradizione, hanno una vocazione vinicola molto più forte rispetto a altre ed è normale che, chi cresce in certi luoghi, abbia una sensibilità maggiore verso il vino e tutto ciò che lo circonda.

Ci riferiamo ad esempio al Veneto, alla Toscana al Piemonte ma anche alla Puglia e alla Sicilia che magari non reggono i ritmi serrati delle regioni soprattutto del Nord ma hanno da sempre una certa dimestichezza con la produzione di vini e non a caso contano una serie lunghissima di realtà, anche piccole, in cui da generazioni si produce vino. In generale, e questo qualsiasi sia la regione di provenienza, l’indagine evidenzia che cresce la tendenza legata ai vini cosiddetti “facili da bere”. 

Con questa definizione si intendono quei vini leggeri, a gradazione non troppo elevata e con una struttura non troppo imponente che si possono bere anche in occasione di un pasto più leggero. In aumento anche i low and no alcol e, relativamente a questi ultimi, 2 intervistati su 3 non escludono di provarli in futuro, dato che sale quasi al 75% per le donne che in generale sono meno incuriosite dal mondo del vino rispetto ai coetanei uomini.

Conclusioni

Insomma un quadro tutto sommato roseo per un settore, quello vinicolo, che aveva subìto un inevitabile rallentamento nei due anni della pandemia e che invece sembra essersi ripreso, avvicinando al “suo” mondo anche i giovani che un tempo invece non sembravano essere troppo interessati.

Oggi la fascia 18-41 anni si dimostra invece molto incuriosita a sfruttare la possibilità di conoscere tutto quello che sta dietro la produzione di un determinato vino, ancora di più se questo è il frutto di tecniche a basso impatto sull’ambiente, qualità che – come già detto – è molto apprezzata.

Creato il 05/11/2022. © Riproduzione riservata.