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Vigilia in bianco, Natale in rosso!
Stile e cultura del vino

Vigilia in bianco, Natale in rosso!

Veronica Nava
Veronica Nava
Wine Specialist

Sì perché alla vigilia di Natale si mangia pesce!
In questo periodo dell’anno è vietato trasgredire le tradizioni, alla vigilia di Natale si rinuncia alla carne. Si è portati a pensare che si tratti di una tradizione religiosa ma in realtà si tratta di un’usanza popolare, vero che la Chiesa stabilisce i giorni di astinenza dalla carne ma non per la vigilia di Natale.

Regione che vai, usanza che trovi ma, una tradizione che trova tutti d’accordo da Nord a Sud dell’Italia è quella di non servire carne nel giorno prima di Natale.

Indice

La vigilia di Natale è rigorosamente in bianco, non una cena qualsiasi ma un menù complesso, seguendo anche le tradizioni della propria regione ma ovviamente tutte (o quasi) a base di pesce.

Ma il vino? Il bello e il buono di ognuno di noi è assolutamente soggettivo e nel mondo degli abbinamenti cibo-vino a volte lo è ancora di più ma, come anticipato, è il giorno della vigilia e le tradizioni la fanno da padrone quindi, in bianco anche per i vini.

Antipasti della vigilia

Freddi o tiepidi, magari da servire e mangiare anche in piedi, bocconcini facili ma stuzzicanti come del carpaccio di salmone, capesante gratinate o della mousse di tonno dove condimenti e burro regalano una buona untuosità e la buona regola del bere vuole che il vino in abbinamento aiuti a sgrassare il nostro palato e allora si parte con delle bollicine.

Spumanti Metodo Classico con zero residui di zucchero e delle piccole bollicine come ad esempio un Pas Dosè. Dallo Chardonnay al Pinot Nero, dalla Franciacorta al Trento Doc, con le bollicine non si sbaglia mai. Per chi ama i sapori più decisi, gli antipasti diventano più sapidi e se vogliamo anche più salutari, ricchi di acidi grassi “buoni” come alici, sgombri e sardine dove un vino secco ma avvolgente e con qualche anno, regge bene con la salinità del pesce azzurro quindi un calice di Verdicchio dei Castelli di Jesi potrebbe essere un’idea.

E con crostacei, aragoste e gamberi, granchi e frutti di mare? Un vino più delicato, floreale come un Bianco Friulano o leggermente aromatico come la Malvasia delle Lipari, accompagnano garbatamente una tendenza dolce di questa tipologia di pesce.

Vigilia: arrivano i primi

Dagli spaghetti alle vongole, tagliolini all’astice, risotto ai frutti di mare o al nero di seppia, linguine con bottarga, il pesce è sempre il protagonista della vigilia di Natale.

In questi ma anche in altri primi piatti a base di pesce, i vari condimenti spesso vengono assemblati ad ingredienti di terra come ad esempio le verdure (patate, zucchine, funghi ecc,) per la scelta del vino meglio considerare un vino non troppo intenso, che non sovrasti il piatto ma che sappia accompagnarlo piacevolmente e per rimanere in tema di “mare”, del Vermentino di Gallura ma anche un Trebbiano d’Abruzzo o una Falanghina possono piacere anche ai palati più esigenti.

Se invece i primi piatti son conditi con del pomodoro o pensando ad una zuppa di pesce, il vino deve essere più strutturato e importante.

Vigilia: i secondi

E ancora pesce, proseguendo con il secondo piatto, pesci diversi per diverse ricette.

Cotto al sale, all’acqua pazza con pomodoro, aglio e prezzemolo, cotto al vapore
o più tradizionale al forno. Non si può però dimenticare un grande classico, il fritto misto, dove la scelta può spaziare dai calamari, gamberi e pesce azzurro. Anche per il vino si può spaziare dal bianco delicato come la Passerina Marchigiana, un Lugana Veneto, una Inzolia Siciliana passando per vini bianchi più aromatici come un Muller Thurgau, Riesling Renano o Italico o del Sauvignon.

La scelta cambia se il menù per il secondo piatto prevede la frittura, in questo caso ritornano le bollicine in aiuto, sgrassando e pulendo il palato. Ma non solo di Spumanti, la scelta può essere per un vino frizzante dalla bollicina meno persistente e meno fitta ma con una giusta presenza di anidride carbonica, può essere il giusto compromesso per godersi un fritto con il giusto brio.

E finalmente, dopo la cena della Vigilia, arriva il “rosso”. Rosso Natale, il colore predominante di questo periodo, dove strade, addobbi, tavole e l’aria di festa che ci circonda, sono tinti di “rosso”.

Da cosa nasce la scelta del rosso?

Sembra che tutto parta da San Nicola di Bari che, iconograficamente viene rappresentato vestito di rosso e spiega la motivazione del perché Babbo Natale che da Nicola discende, sia vestito di rosso.

Dal culto di San Nicola, patrono dei fanciulli, deriva la tradizione del Babbo Natale, Santa Claus per gli olandesi e Sankt Nikolaus per i tedeschi. Il rosso come l’oro sono colori di regalità, le mantelle dei regnanti erano rosse, il trono era rosso e come i tanti tappeti su cui camminavano le più importanti cariche imperiali.

Il rosso nelle sue tonalità è un colore legato alle origini, alle tradizioni e quindi alla famiglia, alla casa ed è anche per questo che le tavole nelle occasioni di festa si riempiono di piatti golosi ma senza dimenticare il richiamo con qualcosa di rosso…

Natale in rosso, occasione per riunirsi e ritrovarsi in famiglia partendo dalla tavola. Il rosso diventa protagonista nel pranzo di Natale dove la tradizione vuole che il 25 di Dicembre sia a base di carne, un menù ricco e creativo che sappia sempre sorprendere e deliziare il palato di ogni ospite.

Grandi classici della tradizione come gli antipasti che variano tra il tronchetto di Natale salato, tartine di salumi e formaggi, con salsa di noci o con patè di fegato per i più raffinati, o più elegante e scenografico profiteroles salato.

Per i primi piatti

Per i primi piatti le idee sono moltissime, basta solo scegliere tra la tradizione come per i cannelloni ripieni, i ravioli oppure tra i più particolari e buonissimi in brodo, originali crespelle al radicchio e noci oppure al più classico dei risotti.

Trionfo per i secondi piatti di carne, arrosto di vitello al latte con noci, filetto alla wellington per un secondo piatto più laborioso o il classico pollo ripieno, spazio alla fantasia per una farcitura succulenta. Non dimentichiamo i contorni, verdure gratinate al forno, carciofi e patate, insalata di castagne.

Ma per un pranzo speciale, anche la scelta del vino non può essere da meno e rigorosamente rosso. Con il classico brodo un classico Lambrusco, ottimo anche per la carne lessa. Se invece il primo piatto è condito con sughi di carne, meglio un vino giovane, fresco e con un medio volume alcolometrico.

Il Chianti, il Nebbiolo, il Montepulciano d’Abruzzo o il Negroamaro potranno accompagnare i primi piatti.

Le scelte per i secondi

Per i secondi piatti alziamo la temperatura e la struttura, un Amarone o delle Riserve, riempiranno di gioia non solo i calici ma anche i palati più evoluti.

E per concludere, non è Natale se non si termina il pranzo in piacevole dolcezza dove il rosso è sempre il grande protagonista…
Un Recioto della Valpolicella, perfetto per panettone e dolci di frutta, una chicca il Rubacuori, rosso passito da uve Centesimino, varietà autoctona poco conosciuta, il giusto connubio con dolci a base di cioccolato. Non c’è festa senza brindisi e il Natale in rosso mette tutti d’accordo.
Wine Christmas…

Creato il 20/12/2022. © Riproduzione riservata.
Veronica Nava
Sull'autore:
Wine Specialist
La mia vita... "cogliere l' essenza di ogni viaggio", quello di tutti i giorni! Dal liceo artistico l'amore per le forme, le linee, i tratti. Cogliere gli stimoli esterni per renderli esperienze... di crescita, di scelte, passate e presenti. E […]