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Adotta un filare e diventa vignaiolo 5.0
Stile e cultura del vino

Adotta un filare e diventa vignaiolo 5.0

Silvia Cutuli
Silvia Cutuli
Giornalista

Se hai sempre sognato di fare il vignaiolo oggi puoi farlo con il progetto Adotta un filare. Da nord a sud Italia è possibile, infatti, adottare una porzione di filare e vivere un’esperienza unica.

Indice:

Se hai sempre sognato di produrre il tuo vino ma non hai la materia prima, l’adozione di un filare può regalarti un’esperienza davvero unica.

Aderendo al progetto Adotta un filare diventi a tutti gli effetti proprietario della porzione di una vigna scelta, o potrai regalarla.

Con tanto di certificato di adozione alla mano, puoi seguire passo passo il ciclo della natura e lo sviluppo del tuo filare. Puoi recarti in cantina per vivere da vicino le fasi principali della produzione del vino: dalla vendemmia all’imbottigliamento.

Oggi presentare il proprio vino in tavola è una realtà alla portata di tutti.

Adotta un filare: vignaioli 5.0

Adottare un filare di vino potrebbe sembrare l’obiettivo finale di un reality show ambientato in campagna, invece si tratta di un’esperienza reale, che stimola il contatto con la natura e dà la possibilità di sostenere realtà vitivinicole del territorio. 

Nei fatti si vestono i panni del vignaiolo 5.0: si segue lo sviluppo del vino dalla vigna alla bottiglia, restando connessi anche se lontani chilometri, grazie a istantanee e video quali aggiornamenti – in tempo quasi reale – della stagione vinicola.

Ma non finisce qui, dal momento che il progetto dà spazio anche all’esperienza diretta a contatto con il territorio, si può partecipare dal vivo alle fasi principali della produzione del vino con le cantine che aprono le porte ai propri sostenitori.

Perché adottare un filare 

Ci sono mille buone ragioni per adottare un filare, lo si fa per promuovere una filiera corta produttore-consumatore e avere l’opportunità di conoscere dal vivo le persone che lavorano dietro una bottiglia di vino.

Lo si fa per la salvaguardia dei vitigni autoctoni a rischio estinzione e supportare con il proprio contributo economico le aziende vitivinicole.

Altri buoni motivi per aderire al progetto sono questi:

  • riconnettersi con la natura
  • riappropriarsi del legame con la terra molto spesso mai vissuto se si è abituati ai ritmi frenetici della città
  • esaudire il sogno di ogni “wine lover” ovvero bere il proprio vino
  • seguire tutto il processo della nascita di un vino: dalla vigna alla cantina, partecipando ai momenti più importanti come la vendemmia, per poi ritirare il vino una volta pronto con la possibilità di personalizzare l’etichetta delle bottiglie.

Diventare coltivatori virtuali e testimoni privilegiati della nascita di un vino è un nuovo “status symbol” all’insegna della conservazione di un patrimonio culturale e naturale importante.

Adotta un filare: cantine che hanno aderito

L’iniziativa coinvolge direttamente cantine e aziende vinicole, che cercano di sensibilizzare anche i non addetti ai lavori in modo da stabilire un legame autentico con l’ambiente circostante.

È possibile adottare un filare nel cuore del Chianti presso la Fattoria Sant’Appiano.

Presso Cantina Lasterosse in Val di Non si adottano i piccoli vigneti rimasti di Groppello su un territorio di montagna difficile da coltivare, sostenendo quindi un vitigno a rischio di estinzione.

Adotta un vigneto in Oltrepò Pavese e produci il tuo vino” è il progetto dell’azienda Finigeto nel fazzoletto di terra che è la punta più meridionale della Lombardia, dove hanno grande importanza la coltivazione del Pinot Nero e della Croatina.

In Puglia nel cuore della Valle D’Itria, è l’azienda vitivinicola I Pàstini fondata nel 1996 e gestita dalla famiglia Carparelli, propone di adottare i filari del vigneto. L’obiettivo? Valorizzare vitigni storici come Verdeca, Bianco d’Alessano, Minutolo, Susumaniello e Primitivo

Scopri si più sulla cantina I Pàstini

Non solo vigneti, sono adottabili anche uliveti e campi di grano attraverso la piattaforma digitale BeGreentelligent con cui coltivare a distanza e poi ricevere a casa il frutto di quanto si è contribuito a produrre, tra Toscana, Umbria, Liguria e Abruzzo.

Come ottenere il certificato di adozione

Si parte dalla scelta del filare da adottare considerando l’uvaggio e il terroir concludendo così l’acquisto.

Successivamente si ottiene un certificato/patto di adozione con un investimento economico che va dai 100 ai 300 euro annui.

Attraverso video e foto chi ha sottoscritto il contratto sarà costantemente aggiornato sullo stato del proprio filare, sulla cui testata sarà apposta una targhetta con il nome e cognome del proprietario/committente.

Una volta in vigna, consultando la mappa fornita si potrà conoscere l’esatta posizione. In più si potrà assaporare la vita della cantina grazie a iniziative come i pic-nic in vigna.

Alla fine della produzione, le bottiglie personalizzate con etichetta, nome e luogo, verranno ritirate/spedite

Creato il 21/01/2022. © Riproduzione riservata.
Silvia Cutuli
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La scrittura? Una passione divenuta la mia professione e che oggi condivido con i miei studenti dell'Accademia di Costume e Moda e dell'Istituto Europeo di Design. La scrivania della mia cameretta è stata da sempre il luogo dove rifugiarmi, carta […]