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Differenza tra affinamento e invecchiamento del vino 
Stile e cultura del vino

Differenza tra affinamento e invecchiamento del vino 

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

Si tratta di due processi ben distinti, uno conseguente all’altro, che garantiscono una corretta maturazione del vino, rosso o bianco che sia. Ma quale è la differenza tra affinamento e invecchiamento del vino?

Affinamento e invecchiamento sono due termini in riferimento al vino. Ma cosa significano? E soprattutto quali sono le differenze che li contraddistinguono? 

Mentre l’affinamento è lo stadio finale della maturazione del vino che avviene in bottiglia, l’invecchiamento è invece il processo che avviene nelle botti. Questa è la principale differenza tra affinamento e invecchiamento del vino.

Queste due fasi sono in egual modo importanti e contribuiscono in modo concreto alla realizzazione di un vino di qualità che verrà poi immesso sul mercato. Sono i due processi basilari per la realizzazione di rossi importanti e di buona struttura. Ma non solo rossi.

C’è da dire, però, che anche alcuni vini bianchi e dei rosati subiscono questi processi, seppur con tempistiche ridotte. 

Indice dei contenuti

Leggi di seguito i tempi di invecchiamento e affinamento di un vino e le varie modalità che i produttori utilizzano per rendere i loro vini di elevato spessore.   

Cosa significa invecchiamento del vino? 

Prima di spiegare la differenza tra affinamento e invecchiamento del vino, partiamo da una curiosità.

I primi ad utilizzare le botti in legno per “conservare” il vino e farlo maturare nel modo corretto furono i Celti. Grandi lavoratori del legno, furono proprio loro a individuare le potenzialità di questo materiale nel determinare le caratteristiche di un vino.

Il processo di invecchiamento ha origini antiche. E nel corso della maturazione del vino avviene prima dell’affinamento ed è successivo alla vinificazione. La vinificazione porta l’uva vendemmiata a trasformarsi in vino, attraverso una serie di passaggi specifici e tutti importanti per raggiungere il traguardo finale.  

Nella fase di invecchiamento il vino matura nelle botti e riceve profumi e sentori ceduti dal legno che verranno poi riscontrati, in un secondo momento, quando quel vino verrà degustato.

Dopo la vinificazione, alcuni vini sono infatti troppo acerbi e spigolosi e hanno bisogno di raggiungere uno specifico equilibrio tra aromi e componenti. Lasciato maturare nelle botti grandi o nelle barrique, con il tempo il vino raggiunge un punto di perfetto equilibrio tra tannicità e acidità.

Tramite il processo di affinamento il legno lascia la propria impronta sul vino. Un segno distintivo che mai più lo abbandonerà e che anzi, lo renderà un vino di assoluta qualità e dalle caratteristiche ben individuabili.  

Maturazione del vino

Come anticipato, la fase di maturazione di un vino avviene principalmente in botti grandi e barriques che con il passare degli anni tendono a perdere progressivamente i loro doni aromatici. 

Non a caso la vita media di una barrique è tre periodi di invecchiamento al massimo. Questo perché, trascorso un certo limite di tempo, il vino conservato in una barrique ormai vecchia non riceverebbe alcun profumo né alcun sentore particolare.

Ecco perché è importante che le botti vengano ricambiate all’occorrenza, non appena si ritiene che abbiano concluso il loro ciclo: per fare in modo cioè che possano sprigionare tutti i loro sentori e impreziosire il vino che contengono. 

Quando si parla di processo di invecchiamento del vino è utile sapere che ogni botte che si rispetti ha sulla sua superficie pori e micro pori: questi sono di fondamentale importanza per garantire una aerazione costante che aiuta il vino non solo a stabilizzarsi ma anche a maturare.

Sì, perché quando un vino viene messo ad invecchiare nelle botti si dice che matura, raggiungendo così la sua massima espressione. L’ossigeno gioca infatti un ruolo fondamentale in questo processo perché contribuisce a rendere il vino equilibrato e molto più armonico. In questa fase viene definito anche il bouquet del vino.

Dove avviene l’invecchiamento del vino?

La maturazione può avvenire in diverse tipologie di botti e la scelta di una botte piuttosto che un’altra dipende appunto dal vino stesso e dalle sue caratteristiche. In caso di vini giovani, l’invecchiamento può avvenire in fusti di acciaio, cemento oppure di vetroresina.

Questi sono considerati infatti materiali neutri e permettono al vino di rimanere fedele ai suoi aromi e alle sue fragranze originarie senza snaturarsi troppo. Ѐ il caso del Lambrusco che necessita di un tipo di invecchiamento di questo tipo per rendere le sue caratteristiche intrinseche ancora più marcate.

In caso di vini più strutturati, l’invecchiamento può avvenire prima in botti di vetroresina, cemento o acciaio e successivamente in botti di legno oppure solo e esclusivamente in botti di legno.

Quest’ultimo caso riguarda vini di grande spessore come ad esempio il Brunello di Montalcino oppure il Barolo. Vini impegnativi, ma anche di elevata qualità, che necessitano insomma di un lungo periodo passato in botte per raggiungere la loro massima espressione ed essere apprezzati quindi in tutto il mondo. 

Quanto dura l’invecchiamento del vino? 

Dipende dal vino in questione: ci sono dei vini che richiedono periodi di invecchiamento piuttosto lunghi, altri un po’ meno. Periodi di invecchiamento duraturi sono generalmente intesi per alcuni vini rossi.

I bianchi che invecchiano in botte, infatti, lo fanno per un periodo limitato di tempo. 

Per vini giovani e beverini il periodo di invecchiamento in botte può essere anche di pochi mesi mentre per vini decisamente più strutturati i tempi si allungano enormemente, arrivando anche a 4-5 anni.  

In generale possiamo dire che sono soprattutto i rossi a subire il processo di invecchiamento. Non che i bianchi non possano essere lasciati a maturare in botte, ma in percentuale i rossi che invecchiano in botte sono senza dubbio più numerosi.

I migliori vini da invecchiamento 

Barbaresco, Barolo, Montepulciano d’Abruzzo e Aglianico del Vulture sono senza ombra di dubbio alcuni dei migliori vini da invecchiamento.  

E ancora, Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella. Anche il Chianti invecchia bene anche se una doppia anima: è ottimo se invecchiato ma conosce anche una versione più giovane che non prevede passaggio in botte. 

Al di là del Chianti e della sua doppia versione, noterai che si tratta comunque sempre di vini decisamente corposi e di struttura.

Concentrandoci invece sui vitigni, possiamo dire che Nebbiolo, Sangiovese, Cannonau sono alcuni dei più adatti a essere invecchiati. Così come Cabernet Sauvignon e Merlot, vitigni internazionali che da sempre sono in grado di regalare prodotti di grande eccellenza.  

Cosa significa affinamento del vino? 

Come già in parte detto, l’affinamento è quel processo che segue l’invecchiamento del vino. Quando il periodo di tempo considerato idoneo per la conservazione del vino in botte è terminato, il vino può essere messo in bottiglia.

L’affinamento in bottiglia di vetro è assolutamente complementare alla maturazione già avvenuta in botte.

In botte il vino assume profumi e sentori del legno; in bottiglia invece si ridefiniscono in modo marcato le caratteristiche del vino stesso, e si vanno a definire in modo ancora più netto, rispetto alla precedente fase, i sentori e gli aromi.

Quanto tempo deve stare un vino in bottiglia prima di potersi dire pronto? Dipende dal vino e non c’è una regola valida per tutti. Per capire qual è il migliore lasso di tempo per l’affinamento di un vino occorre concentrarsi sulle caratteristiche del vino stesso e delle sue uve.

Così, ci sono vini a cui basta un solo anno in bottiglia prima di essere pronti per il commercio (è il caso del Grechetto, un bianco versatile e leggero); ci sono altri vini che invece richiedono un affinamento lungo fino ai 4 anni.

Questo è il caso del Nebbiolo, ad esempio, vino del Piemonte  tra i più famosi. Di grande struttura, arriva ad affinare 4 anni in bottiglia.

Come conservare correttamente un vino in cantina 

Una volta subito il processo di invecchiamento e affinamento, i vini arrivano sul mercato. Qui inizia un’altra importante fase ovvero la conservazione della bottiglia una volta acquistata.

Per mantenere intatte le caratteristiche del prodotto, occorre infatti seguire alcune importanti regole.

Intanto è fondamentale conservare la bottiglia di vino al buio o comunque in un ambiente con scarsa luminosità. Ancora, è necessario che la temperatura sia fresca e costante quindi è consigliabile controllare di frequente, per fare in modo che il vino non subisca alcun sbalzo di temperatura.

L’escursione termica è infatti sempre “pericolosa” per la qualità di un vino rosso o di un bianco.

Ancora, tra i consigli da seguire per una corretta conservazione del vino, troviamo anche un dato relativo all’umidità. Infatti, il giusto grado di umidità dell’aria deve essere intorno al 70%, questa percentuale garantirà le condizioni necessarie affinché un vino si mantenga perfettamente nel tempo.  

Infine, tieni sempre presente che la migliore posizione per conservare una bottiglia di vino è quella orizzontale, ancora meglio se mantenendo una inclinazione di 5° verso l’alto: in questo modo si è in grado anche di favorire il deposito di residui sul fondo garantendo anche un minimo di contatto del vino con il tappo.

Lettura consigliata: Quanto dura il vino in bottiglia chiusa

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Creato il 24/07/2022, aggiornato il 11/09/2022. © Riproduzione riservata.