Home / Magazine / Stile e cultura del vino / Vino a dieta? Ecco l’intervista alla dietista nutrizionista Monica Artoni
Vino a dieta? Ecco l’intervista alla dietista nutrizionista Monica Artoni
Stile e cultura del vino

Vino a dieta? Ecco l’intervista alla dietista nutrizionista Monica Artoni

ROSADIVINI
ROSADIVINI
Redazione

Bere vino quando si è a dieta si può ma è fondamentale non eccedere: scopri i consigli dell’esperta dietista nutrizionista Monica Artoni.

Indice dei contenuti

Il dibattito sull’eventuale consumo di vino da parte di chi è a dieta è da sempre molto acceso.

Si può bere un bianco o un rosso se si segue un regime alimentare mirato a ridurre il peso oppure l’alcol, e in particolare il vino, è – in questi casi – assolutamente da evitare?

Abbiamo posto la domanda a una specialista del settore, la dottoressa Monica Artoni, dietista nutrizionista che da oltre 18 anni si occupa di attività legate alla sana alimentazione. E’ lei a fornirci un quadro più chiaro circa l’eventuale consumo di vino quando si è a dieta, illustrandoci anche la giusta quantità di vino da poter bere.

Vino a dieta: sì o no?

C’è da fare intanto una considerazione generale, legata cioè a ciò che il consumo di vino rappresenta nella nostra cultura.

Il vino è infatti legato a un discorso di convivialità che va più che bene in un paese come il nostro dove l’amore per il buon cibo e il buon vino è da sempre protagonista. Bere un bicchiere di vino durante il pasto, in un contesto di familiarità e convivialità insomma ci può assolutamente stare.

Quello che invece è pericoloso, e dal mio punto di vista assolutamente sconsigliabile, è eccedere nel consumo di alcol.

La comunità scientifica si è espressa in modo molto chiaro al riguardo per evitare qualsiasi tipo di fraintendimento: troppo alcol fa male, ecco perché quando si parla di vino e di bevande alcoliche in generale bisogna sempre prestare la giusta attenzione.

A proposito di comunità scientifica, che cosa dicono le linee guida circa il consumo di vino?

Per fare chiarezza sulla questione, la comunità scientifica è intervenutaper definire le linee guida atte a contenere eventuali danni di salute correlati a un eccessivo consumo di bevande alcoliche per l’organismo. In passato si utilizzavano definizioni come “consumo moderato” o “consumo consapevole” di bevande alcoliche; oggi invece si parla di “basso rischio” o “alto rischio” rispetto al consumo di vino e di alcol in genere. 

Viene considerato a basso rischio il consumo di alcol che non incide in maniera importante sulla salute, e che si concretizza nelle seguenti misure:

• 2 unità alcoliche al giorno, al massimo, per gli uomini

• 1 unità alcolica al giorno, al massimo, per le donne

• una unità alcolica al giorno, al massimo, per gli uomini e le donne Over 65

• nessuna unità alcolica per gli Under 18 

• nessuna unità alcolica per le donne in allattamento o in gravidanza

Vino a dieta: perché gli uomini possono berne più delle donne?

La gestione dell’alcol risente molto della massa muscolare e del peso, ecco perché gli uomini possono “permettersi” una quantità di alcol maggiore. Vale lo stesso per le calorie che uomini e donne possono ingerire nel corso della giornata. Il fabbisogno calorico maschile è sempre superiore a quello femminile.

Tornando al consumo di alcol c’è da dire che, salendo con l’età, questo deve necessariamente diminuire perché anche la funzionalità epatica cambia a mano a mano che gli anni trascorrono. Il fegato negli Over 65 fa più fatica a smaltire la presenza di alcol nell’organismo, ecco perché dopo una certa età è necessario bere meno.

È più un discorso di salute che di calorie, legato proprio alla capacità dell’organismo che invecchia di smaltire alcune sostanze come l’alcol.

In che cosa consiste una unità alcolica?

Un’unità alcolica consiste in 12 grammi di alcol puro. Se vogliamo “trasferire” questo discorso alle bevande, 1 unità alcolica può essere rappresentata da:

• 1 lattina di birra, con gradazione 4-5, da 330 ml

• un bicchiere di vino da 125 ml con gradazione alcolica 12

• 1 aperitivo superalcolico da 80 ml a 38 gradi

• uno shottino superalcolico da 40 ml a 40 gradi

Ma quante calorie possiede una unità alcolica?

Il conteggio calorico dell’unità alcolica è di circa 70 calorie. Ovviamente questo è un valore medio perché poi dipende dalla gradazione alcolica di quello che si sta bevendo.

In media, considerando le indicazioni date precedentemente, un bicchiere di vino contiene circa 70 calorie. Un vino a più alta gradazione alcolica sarà più calorico rispetto a un vino dalla gradazione alcolica più bassa.

Teniamo sempre presente che le calorie che apporta un bicchiere di vino non hanno alcun contenuto nutrizionale ma solo un potere calorico.

È proprio per questo che nelle diete viene ridotto il consumo di alcol: perché quello che si va a bere è un concentrato di soli zuccheri che inducono una crescita ponderale di massa grassa senza garantire alcun contenuto nutrizionale.

Adesso arriva la domanda classica: meglio vino bianco o rosso quando si è a dieta?

Generalmente viene consigliato il vino rosso, solo ed esclusivamente perché contiene una maggiore quantità di polifenoli rispetto al bianco. I polifenoli sono importanti perché contrastano lo stress ossidativo e rallentano l’invecchiamento dell’organismo.

Il problema sta nel fatto che – per agire davvero in questo modo – i polifenoli assunti dovrebbero essere molti di più rispetto a quelli presenti in un bicchiere di vino.

Insomma per approvvigionarsi la giusta quantità di polifenoli bisognerebbe consumare molto più alcol rispetto alle unità indicate con tutti i problemi, a livello di salute, che ne deriverebbero.

Quando mi chiedono se bere vino bianco o rosso, io dico sempre: fate voi! Quello che più vi piace, quello che più vi va. Se vi va un bicchiere di Prosecco o una coppa di Champagne va bene lo stesso, è importante rispettare le quantità indicate dalle linee guida.

Ma, nel momento in cui ci si concede il piacere di bere un bicchiere di vino, è lecito puntare su quello che più ci piace.

Ovviamente bisogna tenere presente che la bollicina non è indicata per chi soffre di colon irritabile e di gonfiore addominale, ma a livello calorico, ribadisco che prosecco, vino bianco o rosso non presentano grandi differenze, per cui io lascio libera scelta alla persona.

Il consumo di vino, nella nostra società, nella nostra cultura, riveste da sempre un ruolo importante.

Una volta chiarito il discorso relativo alla quantità e alla frequenza – variabili che è fondamentale tenere presenti per un discorso di salute oltre che di linea – possiamo concederci bianco, rosso o bollicina indifferentemente.

E cosa dire del consumo di alcol nei giovanissimi?

L’eccesso di alcol nei giovani è purtroppo un grave problema della nostra società. Gli Under 18 infatti non bevono un buon bicchiere di vino in un contesto di convivialità come magari fanno gli adulti ma tendono a bere senza una logica fino a ubriacarsi. Lo fanno per puro divertimento, senza alcuna cognizione di causa.

Ma questa malsana abitudine comporta seri danni, troppo spesso sottovalutati. Un fisico giovane non è in grado di metabolizzare l’alcol, ecco perché il consumo di alcol da parte degli Under 18 può provocare danni a livello neuronale e anche epatico.

Sotto i 18 anni le linee guida vietano di assumere alcol, di qualsiasi tipo. Lo stesso discorso vale per le donne incinte e per quelle che allattano, oltre ovviamente per chi è alla guida e deve necessariamente restare sobrio.

L’intervista, quella realizzata con la collaborazione della dottoressa Monica Artoni, chiarisce una volta per tutte quelle che sono le linee guida sul consumo di alcol, non solo per coloro che seguono una dieta ma per uomini e donne in generale. La parola d’ordine è moderazione.

Parola chiave: non eccedere

Come per tutte le cose, il consiglio è insomma quello di non eccedere. L’alcol, se consumato nelle giuste dosi, non apporta danni eccessivi alla salute. L’eccesso, invece, sì ed è proprio questo che bisogna evitare.

Per quanto riguarda la scelta del vino da bere, la dottoressa chiarisce una volta per tutte che, pur essendo il rosso quello più indicato per la presenza di polifenoli, chi è a dieta può consumare anche un buon bicchiere di vino bianco o una bollicina.

La qualità di ciò che si beve è fondamentale: meglio poco vino ma buono, questo aspetto deve essere molto chiaro. Un vino di scarsa qualità sarà molto più dannoso per la salute.

Scopri la selezione RosaDiVini.

Creato il 31/08/2022, aggiornato il 11/09/2022. © Riproduzione riservata.