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Vino Passito bianco di Verdea 2018 – Solitaire

 16,00

Esaurito

Esaurito

Abbinamento pa_abbinamentiAbbinamento
Annata pa_annateAnnata
Bicchiere pa_bicchieriBicchiere

Tulipano piccolo

Consumo ideale pa_consumo-idealeConsumo ideale

7 anni

Formato pa_formatiFormato

500 ml – contiene solfiti

Gradazione alcolica pa_gradazioneGradazione alcolica

13%

Regione pa_regioniRegione
Tappo pa_tappiTappo

Sughero

Temperatura ideale pa_temperaturaTemperatura ideale

6°-8°

Vitigno pa_vitigniVitigno

Solitaire Passito di Verdea è un vino bianco passito che nasce da una antica tradizione locale che conserva i migliori grappoli di uva Verdea.

La tradizione locale vuole che i grappoli migliori di Verdea vengano conservati e consumati durante il pranzo di Natale.

Il Passito di Verdea 2003 ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso “La selezione del Sindaco 2005”.

Colore, profumo e sapore

Solitaire Passito di Verdea si presenta con un coloregiallo oro consistente, profumo ampio, avvolgente. Profumi ricchi di albicocca appassita ed in confettura, chinotto, miele d’acacia. Intensamente fruttato, sapore pieno, rotondo e vellutato con sensazioni di frutta matura, confettura, miele d’acacia.

Persistente, buona acidità e morbidezza.

Come e quando degustarlo

È un vino da dessert, si addice a formaggi piccanti, torte secche e cantucci, vino da meditazione.

Da servire ad una temperatura di 6/8°C.

Dove e come si produce

Vino bianco passito ottenuto dai migliori grappoli d’uva Verdea vendemmiata manualmente a fine settembre e posta ad appassimento fino a Natale.

Il mosto ottenuto dalle uve pressate delicatamente fermenta per 6 mesi in piccole botti e matura in serbatoi di acciaio.

La cantina Nettare dei Santi

I colli di San Colombano rappresentano da sempre una piccola zona vitivinicola.

La storia vitivinicola della famiglia Riccardi risale alla fine del 1800, quando le uve coltivate nei vigneti di proprietà venivano vinificate nella vecchia tinaia dell’oratorio di San Rocco a San Colombano.

A quei tempi, il vino ottenuto veniva utilizzato per uso proprio o barattato con altri beni di consumo.

Alla fine degli anni ‘40 Franco Ricciardi decise di trasformare la passione di famiglia in un’attività imprenditoriale. Diede nuova immagine al prodotto ottenuto, imbottigliandolo e facendolo conoscere sulle tavole dei milanesi.

Successivamente egli inventò anche il nome e il marchio che tuttora identifica l’azienda ispirandosi ai versi di una poesia di Francesco Redi che così recita: “Io sono il vino che dall’ameno colle del vecchio Mombrione ebbe i natali. Con l’oro del sol ch’entro mi bolle dei sogni in dolci voli, allargo l’ali. Mi esaltano i poeti nei lor canti definendomi Nettare dei Santi”.

Alla fine degli anni 60, dopo la scomparsa di Franco, il figlio Enrico rilevò l’attività di famiglia. Creò due importanti vini che tuttora simboleggiano l’azienda: la verdea la Tonsa e il Roverone.

Nel 1980 Enrico Riccardi trasferì la cantina dal centro del paese alla cima della collina fra i vigneti di proprietà, diventando una delle più affascinanti realtà vitivinicole di San Colombano.

Oggi il figlio Gianenrico, con la stessa passione e dinamicità imprenditoriale, dà continuità alla storia vitivinicola di famiglia. Realizza nei vigneti, prima ancora che nelle botti, prodotti di qualità, nell’assoluto rispetto dell’ambiente e con lo sguardo sempre rivolto alla qualità e all’innovazione.

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